Lecco – Abbadia Lariana Pista Ciclabile Post nr.2

Mi piacerebbe sapere per quanto tempo resteranno fermi i lavori iniziati a Giugno 2012 ?

Mi piacerebbe sapere perché non ci lavora più nessuno ?

Mi piacerebbe sapere perché,  ora che stanno “facendo la ciclabile”, il tratto località Orsa Maggiore – Lecco, è ancora più a rischio ?

Mi piacerebbe sapere qual’è il problema ?

Mi piacerebbe sapere se stiamo aspettando che nevichi per fare i lavori ?

Mi piacerebbe sapere per quanto tempo sarò costretto a rischiare la vita ogni volta che voglio andare ad Abbadia in Bici ?

 

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Elbaman e gli amici

Siamo oramai ad ottobre, 10 giorni fa insieme ad un gruppo di amici ho fatto Elbaman, diversamente dall’anno scorso quest’anno ho deciso per vari motivi di evitare la distanza Iron e di fare l’ennesimo medio. Sono tre quest’anno (Barberino, Idro e Elba). Non mi piace giustificarmi se una gara va come non avrei voluto ma le mie condizioni nella corsa erano decisamente scarse e visto che non voglio nemmeno ipotizzare quanto sarei potuto arrivare nel caso fossi andato bene, diciamo che mi accontento di essere riuscito a finire al 41° posto. Per tutto il resto, direi perfetto, ottima organizzazione, ottimo pubblico e bella la compagnia di amici che ogni anno, un pò per fare la gara e un pò come Staff organizzazione, arrivano all’Elba. Grazie a tutti !!!

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Gli amici invece, sono quelli che nell’ultima frazione di corsa incroci con la faccia sofferente quanto la tua… e nonostante tutto ci si scambia un incitamento reciproco, un alè o non mollare …

Olimpico di Sarnico 2012

Voglio iniziare questo “report” di gara con un paio di domande (un pò polemiche). Per fare un uscita di allenamento impegnativa uscireste mai in agosto alle 11:30/12:00 ? Esiste un orario peggiore per fare partire una gara di Triathlon Olimpico impegnativa come Sarnico in Agosto ?

L’Olimpico di Sarnico (1,5 km a nuoto, 40 di bici con un migliaio di mt. di dislivello e 10 km a piedi con svariate salite impegnative) è probabilmente uno dei più impegnativi della distanza.

Prima batteria, partenza ore 11:35, a seguire le altre, io, che sono in terza, parto dopo circa 15/20 minuti. Il sole è molto caldo, lo sento nella schiena protetta dalla muta, nuoto tra alghe marine e piante che, causa livelli straordinariamente bassi del lago, affiorano nel percorso. Si passa sotto il ponte di Sarnico, si esce per circa 600 metri, si effettua una diagonale per raggiungere l’altra sponda e si rientra nuovamente da dove si è usciti. Toglo la muta, prendo la bici e via per mille avventure.

Borraccia di sali temperatura 40 gradi circa ( il primo sorso quasi mi fa cadere dalla bici ), 13 km di rettilineo lungo il lago, direzione nord-est fino a Tavernola, da li, salitone di 8km circa, pendenze costanti tra l’8 e il 10%, quello a mio parere è il meno, solo che è circa l’una del pomeriggio, ho visto gente traballare stile Fantozzi alla Coppa Cobram. Fortunatamente la bici è “il mio forte” e supero brillantemente la salita, la discesa è lunga ma resto concentrato e recupero qualcosa anche li. Gli ultimi chilometri (13) per tornare a Sarnico, come se non bastasse, soffia un vento contario. Ho superato un paio di concorrenti con la faccia visibilmente demotivata, uno del Triathlon Vicenza quando mi affianco mi dice ” Ghe mancava soo el vento”.

Arrivo di nuovo a Sarnico, la borraccia di sali l’ho finita anche se sognavo ghiaccio e granite siciliane alla frutta, mi metto le scarpe da corsa e riparto per i 10 km finali. Cerco di capire subito dov’è il ristoro con l’acqua, sono al limite della disidratazione e finalmente dopo la prima salita un ricco ristoro di acqua, sali e spugne mi accoglie, mi fermo qualche secondo e mi riprendo. Cerco di tenere un ritmo decente anche se il mio tendine specialmente in salita fa male da farmi zoppicare, resto concentrato e ad ogni ristoro prendo acqua e mi bagno.

Vedo finalmente l’arrivo, dopo due ore e quarantasei minuti di gara mi tuffo nel ricchissimo ristoro dove devo ammettere non mancava nulla, frutta a volontà, bevande di ogni tipo e dolci.

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(foto di Francesca Maggi) Nello slide: alcuni amici e compagni di fatiche.

Per tornare alla polemica iniziale, una cosa mi ha sensibilizzato, le sirene delle ambulanze che andavano avanti e indietro per il percorso gara, se volevate far fare un esercitazione al 118 ci siete riusciti bene. La gara nel complesso è stata organizzata molto bene, dalla zona cambio ai ristori, dal pacco gara molto utile alla viabilità delle strade, ma non capisco davvero, perché non si poteva partire al mattino alle 8:00. Per il resto W i casoncelli di Sarnico !

Sarnico – Parzanica

Il 26 agosto ci sarà L’Olimpico di Sarnico, gara NO-Draft (che preferisco) con salita impegnativa (che apprezzo). Stamattina sono andato a provarla, impressioni ?

Salita:

Arriverà dopo circa 12km da Sarnico. I primi 2,5 km ( 3 tornanti ) abbastanza impegnativi, la salita è costante e non molla molto nemmeno sul tornante pendenza attorno al 10%. Subito dopo un tratto di 500 mt c.a. che fa respirare, ma poi altra impennata simile alla prima di un chilometro che “spiana” leggermente sino al 6°. Qui arriva, secondo me il tratto più duro, gli ultimi 2 km attorno al 10%. si raggiunge il paese e si scende dall’altro lato.

Discesa:

La discesa è lunga e abbastanza sconnessa, l’asfalto non è dei migliori, parecchie buche ed asfalto rovinato, ricordo solo un paio di curve bruttine e ceche, per il resto la discesa non è velocissima data la poca pendenza. Se si vuole tenere una buona velocità bisogna pedalarla.

Rapporti:

Io ho usato un 39/24 per quasi tutta la salita, ho tirato giù un rapporto quindi il 21 nel tratto finale che spiana. Avevo anche un 28 ma l’ho solo guardato negli ultimi 2km. Se si tira troppo la prima parte si rischia di usarlo.

Con una compact secondo me l’ideale è 34/21-25.

Ci si vede a Sarnico !

Dimenticavo questo è il link della traccia Garmin.

Mare, estate e esperienze elettroniche in movimento.

Trascorso un Giugno intesnso con il 70.3 di Idroman e la 10k di Lecco dopo appena 5 giorni, mi sentivo leggermente saturo. Fu così che io e Fra partimmo per Creta 15 giorni, riposo, mare, spiaggia, sole e tante nuotate.

Ecco alcune foto della vacanza.

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Al mio ritorno ero conscio di avere tra le mani un nuovo bolide, un regalo inaspettato ma ben apprezzato. Una bici da corsa con nuovo cambio elettronico Ultegra Di2 che in questi giorni ho testato per abituarmi all’uso delle nuove leve, che poi non sono più leve ma pulsanti da ricordare. Non più leve da spostare, non più rumori di deragliatori e catene che grattano, sembra di avere in mano un’auto con cambio sequienziale, la sensazione è davvero bella, è tutto molto veloce e fluido.

Ieri sera stavo guardando un vecchio finale di tappa giro d’Italia, anni 90, Gianni Bugno stava facendo una volata (aveva un rapporto durissimo 53-12), naturalmente vinse, a fine gara intervistato disse: “in quel momento avevo quello di rapporto e non potevo perder tempo per tirare su la leva”; che al tempo era oltretutto sull’obliquo.

Domenica 22 Triathlon Sprint di Lecco.

Idro non ti regala mai niente

Domenica 24 Giugno ore 7:15, sono alla partenza del temutissimo Idroman 70.3, all’arrivo c’è una scritta che sembra un avvertimento: ALIVE TO HELL, sopravvivere all’inferno, perlopiù l’inferno del percorso in bici che ha come dislivello 2920 mt.! .


Sono nel prato fronte lago, con due amici e compagni di squadra, Carlo Spreafico e Massimo Contardo, aspettiamo la partenza scherziamo e ricordiamo a vicenda alcuni momenti di gare oramai passate. Tra poco partiremo ed ognuno di noi a quel punto, andrà per suo conto.


7:45, tutti in acqua, si parte per 1900 metri, prima boa, un po’ di manate ma tutto ok, seconda boa, terza boa e via un’altro giro. L’acqua è piacevole, le boe ben visibili, un leggero sole sorge da est, io nuoto molto lungo e sciolto, so che non sto andando veloce ma esco dall’acqua in 36 minuti, tempo buono per me, ora viene il bello. Conosco il percorso e in bici mi diverto, i primi 10 km di salita li faccio a tutta, a Capovalle, fine della prima salita, controllo la media: 25 kmh. Sono consapevole di essere andato un po’ troppo forte e nel tratto vallonato sino all’inizio della discesa per Gargnano cerco di recuperare. Ho recuperato circa 40 posizioni in 10 km, lo so perché li ho contati, ora inizia la discesa, mi idrato mangio qualcosa e a Gragnano al giro di boa, Mario dello Staff che mi conosce, mi urla forza spiller ! Io lo guardo e gli dico : inizia il bello Mario ! Da li cominciano 26 km di salita, poi 5 di discesa, poi 6 di salita (da vomito) e poi nuovamente la discesa a Idro. Le gambe girano bene, continuo a guadagnare posizioni anche se molto meno rispetto all’inizio, la salita è davvero tanta, 26 km sono interminabili e i 6 che arrivano dopo li conosco, quelli hanno delle rampe tipo Ghisallo. Quelle strade poi sono così solitarie, con pochissimo traffico e un sacco di verde attorno, viene quasi voglia di fermarsi a riposare in qualche prato. Finalmente arriva la discesa verso Idro, è quasi mezzogiorno e il caldo comincia a farsi sentire, approfitto della discesa per reintegrare sali e mangiare prima dei 21 km di corsa sotto il sole, arrivo a Idro abbastanza stanco direi, mi dimentico addirittura il mio numero, ossia, credo di avere il 15 invece è il 19, quasi sbaglio nel mettere la bici al mio posto. Riparto al volo ma già dai primi chilometri capisco che il mio stomaco non sta bene, ho dei forti dolori addominali, non riesco a correre veloce, le gambe andrebbero ma il dolore è troppo forte. Spero che passi ma nulla, mi fermo svariate volte ai ristori, per bere dell’acqua e rinfrescarmi ma non succede nulla. Dovrò correre tutti i 21 km con quel dolore, concludo la mezza con un tempo da defaticamento ma finisco 17° assoluto.

Sono stremato, praticamente all’arrivo mi accascio a terra, arriva il personale medico, mi chiede se è tutto ok, gli dico: tranquilli, tranquilli datemi 5 minuti.
Quei dolori addominali mi hanno demolito, correre con quel dolore è stata davvero dura, dopo un po’ giunge all’arrivo anche il mio compagno Massimo, mi guarda e dice in dialetto lombardo: Idro non ti regala mai niente.

Ciclabile Abbadia – Lecco. Oggi si comicia, su i cantieri …

Da Lecco se vuoi andare ad Abbadia c’è solamente una strada, anzi una superstrada, non percorribile a piedi e se per caso la fate in bici verrete spaventati ogni qual volta un tir vi supera a 100 km orari. Oggi tornando in bici da Bellano, ho finalmente notato l’inizio del cantiere che costruirà la tanto sospirata pista ciclabile. Finalmente un segno/bagliore di civiltà tra i Comuni di Lecco e Abbadia Lariana. Spero vivamente venga costruita con i criteri di una vera pista ciclabile…

Data inizio lavori 05/06/2012.

fonte LECCO NOTIZIE

Test Acqua Como Lake

Per noi Triathleti, amanti di spazi liberi la vasca da 25 metri diventa dopo mesi di allenamenti una piccola prigione. Eccoci proprio ieri a provare le acque del nostro lago, nei pressi della spiaggetta Orsa Maggiore. Giunti nell’ora più calda della giornata (ore 12:30), intrepidi, ci siamo infilati la muta e pian piano come chiedendo il permesso, siamo entrati in acqua.

Credo che la temperatura non superi ancora gli 10/11 gradi, è ancora veramente troppo fredda, ho fatto il medio a Barberino di Mugello il primo Maggio e credevo di aver sentito l’acqua fredda, questa è davvero gelida. Abbiamo fatto circa 300 metri, giusto per non aver messo la muta per nulla, siamo risaliti ed infreddoliti ci siamo ricambiati. Alla prossima !

ALIVE TRIATHLON OLIMPICO DEL LAGO D’ISEO

Mi era già capitato di pensare al ritiro in qualche gara di triathlon, per lo più nella frazione di nuoto, ma non mi era ancora capitato di pensare al ritiro in tutte e tre le frazioni. Lago d’Iseo, Triathlon Olimpico (1,5km a nuoto, 40 km di bici e 10 km  di corsa), la giornata non prometteva bene, nel senso che il meteo non preannunciava nulla di positivo, infatti, le temperature erano scese da quasi 30 gradi del giorno prima ai 12.

Visto che le sfighe non arrivano mai sole la pioggia e il vento facevano da contorno. Ore 12:30, si parte dal porticciolo di Iseo, acqua 16°, piove, il vento sposta le bici in zona cambio ed io come tutti i miei compagni di gara tremiamo dal freddo nonostante la muta. In quei momenti credo che l’unica cosa che mi fa dire: dai Spiller non ritirarti, è che non sono l’unico in quella condizione. Vabbè si parte, l’acqua oltre ad essere fredda è anche fetida, puzza di gasolio di barca. All’andata va abbastanza bene, mi accorgo di avere l’onda seppur un po’ lateralmente, che mi spinge. Giro la prima boa, l’onda è a mio favore, giro la terza boa ed ecco il vento e l’onda sono contro, non vedo l’ora finisca tutto. Non c’è modo migliore per scoprire se piove che guardando l’acqua, infatti lo vedo molto bene.  Quando esco dall’acqua (posizione 124) tolgo la muta mi infilo un giacchino senza maniche, un anti acqua e parto per le mille avventure dei 40 km. Piove cazzo, fa freddo, ho i piedi gelati, la mascella mi fa male e faccio fatica ad aprirla. Vado forte specialmente quando inizia la salita, forse perché vorrei scaldarmi ma non ci riesco, la pioggia è veramente forte, un tornante la senti dietro che ti spinge assieme al vento il tornante dopo è di fronte imperterrita. Finisce la salita ed ecco la discesa, ora si che fa veramente freddo, l’asfalto in discesa è oltretutto sporco, non conosco il percorso e cerco di non esagerare come al mio solito. Arrivo ad un tornante ed ecco che frenando sento la bici partire, mollo un po’ i freni e resto in piedi per miracolo, ci mancava solo di prendere le misure della curva con il mio culo. Ora vado un po’ più piano, anche perché più forte vai più fa freddo, arriva il tratto finale, ondulato, trovo un compagno che tiene il mio ritmo ed andiamo insieme alla seconda transizione. Mi accorgo che sono talmente infreddolito che ho perso anche lucidità, ora però mi tocca la corsa e forse mi scaldo. Tolgo le scarpe da bici, le mani tremano come se avessi la malattia di Benigni nel mostro, i piedi fanno fatica ad entrare nelle scarpe da corsa, ma riparto più forte che posso. Ci metto 3 o 4 chilometri per scaldare i piedi poi finalmente ricomincio a sentire le dita e finalmente mi scaldo. Faccio gli ultimi chilometri i progressione, ora sto abbastanza bene ma è finita, sono 48°, 5° della mia categoria, 2 ore 36 minuti di sofferenza pura. All’arrivo trovo un ricco ristoro, mi abbuffo di liquidi e cibarie varie, siamo tutti gelati, guardo in faccia uno che è arrivato di poco davanti a me e gli dico: ma perché lo facciamo ? Guardo il cielo, ha smesso di piovere, esce il sole. Grazie.

Resoconto Campionati Italiani di medio 70.3-2012

Ore 6:00, come al solito qualche minuto prima della sveglia apro gli occhi, sento gocce di pioggia far rumore sulla carrozzeria del mio Westfalia, non è un buon segno. Mi preparo la colazione, mentre dal finestrino guardo i primi volontari arrivare e muoversi nel piazzale del parcheggio atleti. Siamo un centinaio di camper, furgoni, auto, tutti pronti per i Campionati Italiani di Triathlon Medio 70.3 (1,9km a nuoto, 85km in bici e 21 km a piedi).

Ore 8:00, zona cambio aperta, in silenzio, tutti in fila si entra, ognuno di noi pensa per se ora, difficilmente ci si guarda, può arrivare un saluto, un “in bocca al lupo”, ma tutti siamo concentrati. La preparazione della zona cambio è una di quelle cose che va studiata a puntino, quando si arriva dal nuoto deve essere tutto pronto per salire in bici e quando si arriva dalla bici devi avere tutto pronto per la corsa. Mi infilo la muta e alle ore 8:40, i giudici fischiano, zona cambio chiusa. Usciamo tutti, andiamo pian piano verso il lago di Bilancino, ci aspetta una temperatura dell’acqua di 16°, ognuno di noi cerca di scaldarsi il più possibile, facendo dello stretching o saltellando. Le donne, cuffia rosa, partono per prime, dopo dieci minuti partiamo noi, cuffia azzurra. L’acqua e veramente gelida, quando mi tuffo, quel primo fluido che scende dal collo giù dalla schiena è agghiacciante, credo che in quell’istante tutti 600 dentro l’acqua abbiamo fatto pipì per scaldarci.

Tromba da stadio, partiti, sono inizialmente sciolto, anche se faccio fatica a scaldarmi, non vedo assolutamente la prima boa, ma non ci sono problemi, non sono sicuramente davanti. Dimentico presto l’acqua gelida cercando di nuotare meglio che posso, so di non essere proprio un pesce ma comunque riesco a finire poco sopra la decenza la mia frazione nuoto. Arrivo all’uscita dell’acqua, la sensibilità dei piedi è al limite, infatti uscendo sbatto l’alluce su un sasso, al momento non sento chiaramente nulla, corro in zona cambio, tolgo la muta, infilo subito il casco, occhiali, numero, scarpe, prendo la bici e fuori. Sono in bici ora, la mia bici finalmente, mi guardo le cosce, sono violacee dal freddo, ma si scalderanno presto, devo fare 4 giri, ogni giro sono circa 350 metri di dislivello, praticamente si sale dolcemente da 250mt. slm del lago di Bilancino fino ad un bivio a 500mt slm, si fanno un paio di mangia e bevi con pendenze al 10 max 12 % e si ridiscende sino ai viadotti che affiancano nuovamente il lago. Il primo giro spingo tanto, la media è 34 kmh, quasi mi sorprendo infatti poi giro dopo giro cala leggermente.

La discesa è molto veloce senza tornanti o curve in cui frenare, si sfiorano gli 80 kmh e, anche lungo i viadotti, si riescono a tenere i 40. la media chiaramente scende appena si affronta nuovamente la salita. Il terzo giro ecco la pioggia, ma passa velocemente, faccio il quarto e finalmente entro in zona cambio. T2, tolgo casco, occhiali, infilo le scarpe e via ! 54 secondi in totale.

Esco dalla zona cambio con le gambe leggermente stanche, il capo lungo del quadricipite è leggermente contratto e per paura dei crampi tengo un ritmo regolare, l’alluce mi fa male ma non ci penso, faccio i primi 5 km e finalmente le gambe si riprendono. Il ritmo è buono continuo a superare atleti e al 15esimo chilometro cerco di andare in progressione, mi riesce bene, finisco il tutto in 4h36’28”, sono 89° assoluto e 17° di categoria M1. Sono felice, ma convinto che alla prossima si può fare meglio. Grazie a tutti per la lettura.

P.s. Grazie a tutti quelli che mi tifavano anche se non mi conoscevano, e grazie a Pippo che mi ha fatto le foto all’uscita della zona cambio 2.