Preparare un Maratona

Tre anni che ci provo. Diciamo che sono un pochino esigente e ogni volta che provavo a prepararla, mi capitava qualche infortunio che mi fermava, lasciando così senza troppi malumori che arrivasse il momento giusto. Da Dicembre 2012 dopo un anno con 3 Triathlon 70.3, 2 Triathlon Olimpici 2 Triathlon Sprint, un Duathlon Sprint un paio di mezze e una 10k ho deciso fosse ora di preparare una maratona per Aprile 2013. Decisi così per la Milano City Marathon (7 aprile), non è stato per niente facile arrivare a Marzo, mancano poco più di due settimane e ci sono da fare ancora lavori importanti all’appello. Per ora ho fatto fuori un paio e mezzo di scarpe da running e più di 1100 km, i miei tendini hanno tenuto e si spera facciano il suo dovere ancora per 20 giorni circa. Sono fiducioso e sento che il momento giusto si avvicina, aspetto come fa un bimbo il primo giorno di scuola. La maratona è sempre stato il mio desiderio nascosto, a 20 anni ero un mezzofondista veloce, e le mie gare erano 400 – 800 e 1500 , guardavo i maratoneti come degli alieni, dicevo: magari, quando sarò vecchio. Ora credo di esserlo abbastanza.

IMG_2110

Annunci

Si torna a correre …

Quattro mesi e mezzo senza correre, solo nuoto e bici. Una tendinite all’achille più una borsite mi avevano fermato. Cause ? Mah, c’è chi dice sovraccarico, chi scarpe, chi i Maya. Quello che conta è che da una settimana ho ripreso, per ovviare ho pure fatto un acquisto di una scarpa un pò più protettiva delle mie solite Newton, “forse” meno adatte ai lunghi che dovrò intraprendere nei prossimi mesi. Sono tornato praticamente alle miei prime scarpe di qualche anno fa, Saucony Jazz 15. Non sembrano male, anche se mi devo abituare ad affondare in tutta quella gomma, forse mi proteggeranno un po’ meglio. Per gare, ripetute continuo con Newton, non c’è paragone come reattività.

jazz 15

La novità è che per il 2013 per la terza volta provo ad iscrivermi ad una Maratona, Milano City Marathon ad Aprile, poi un pò di recupero e poi via con i Triathlon che quest’anno si preannunciano molto cattivi. Ho paura persino a scriverli tutti assieme ma l’intenzione è sotto descritta con tabella di come andranno i miei allenamenti durante i primi 8 mesi dell’anno 2013. Come disse quel bimbo nel film di Lina Wertmüller “Io speriamo che me la cavo”.

GRAFICO ANDAMENTO TRAINING 2013

Recensione Newton Gravitas 2012

Ho acquistato la Gravitas 2012 appena arrivate in negozio. Dopo averne consumate 2 paia vecchie (mod. Azzurro) sinceramente non aspettavo altro. Non l’ho usata molto, infatti ho aspettato di raggiungere almeno 200 km prima di scrivere qualcosa.

Partirei con dire cos’è cambiato dalla vecchia Gravitas. Abbastanza direi, la scarpa presenta un nuovo modo di allacciatura, la pianta inizialmente sembra più larga ma non lo è, per chi come me ha il piede magro con poco collo, si troverà sicuramente meglio, l’effetto cerniera dell’allacciatura non avviene più. La mescola è un pò differente, hanno eliminato i due rinforzi sul tallone e a mio parere diminuito ulteriormente il dislivello tra anteriore e posteriore. Qualche grammo in meno sulla bilancia, 274gr la nuova, 280gr la vecchia (misura 10 cm28).

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ammortizzamento pressoché simile alla vecchia, scarpa veloce e reattiva, peso ideale per allenamenti medio lunghi, ma attenzione, completamente neutra questa volta. ( non ha alcun tipo di correzione per pronatori e supinatori). Solita tecnologia e suola identica alla vecchia ACTION/REACTION. Provata anche su sterrato, ammortizzamento molto buono anche su terreni difficili.

Infine, visto il prezzo (174 euro), esteticamente molto più bella rossa.

Ultimo consiglio, se comprate una qualsiasi Newton, non andateci a correre subito 10/15 km.

Mare, estate e esperienze elettroniche in movimento.

Trascorso un Giugno intesnso con il 70.3 di Idroman e la 10k di Lecco dopo appena 5 giorni, mi sentivo leggermente saturo. Fu così che io e Fra partimmo per Creta 15 giorni, riposo, mare, spiaggia, sole e tante nuotate.

Ecco alcune foto della vacanza.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Al mio ritorno ero conscio di avere tra le mani un nuovo bolide, un regalo inaspettato ma ben apprezzato. Una bici da corsa con nuovo cambio elettronico Ultegra Di2 che in questi giorni ho testato per abituarmi all’uso delle nuove leve, che poi non sono più leve ma pulsanti da ricordare. Non più leve da spostare, non più rumori di deragliatori e catene che grattano, sembra di avere in mano un’auto con cambio sequienziale, la sensazione è davvero bella, è tutto molto veloce e fluido.

Ieri sera stavo guardando un vecchio finale di tappa giro d’Italia, anni 90, Gianni Bugno stava facendo una volata (aveva un rapporto durissimo 53-12), naturalmente vinse, a fine gara intervistato disse: “in quel momento avevo quello di rapporto e non potevo perder tempo per tirare su la leva”; che al tempo era oltretutto sull’obliquo.

Domenica 22 Triathlon Sprint di Lecco.

ALIVE TRIATHLON OLIMPICO DEL LAGO D’ISEO

Mi era già capitato di pensare al ritiro in qualche gara di triathlon, per lo più nella frazione di nuoto, ma non mi era ancora capitato di pensare al ritiro in tutte e tre le frazioni. Lago d’Iseo, Triathlon Olimpico (1,5km a nuoto, 40 km di bici e 10 km  di corsa), la giornata non prometteva bene, nel senso che il meteo non preannunciava nulla di positivo, infatti, le temperature erano scese da quasi 30 gradi del giorno prima ai 12.

Visto che le sfighe non arrivano mai sole la pioggia e il vento facevano da contorno. Ore 12:30, si parte dal porticciolo di Iseo, acqua 16°, piove, il vento sposta le bici in zona cambio ed io come tutti i miei compagni di gara tremiamo dal freddo nonostante la muta. In quei momenti credo che l’unica cosa che mi fa dire: dai Spiller non ritirarti, è che non sono l’unico in quella condizione. Vabbè si parte, l’acqua oltre ad essere fredda è anche fetida, puzza di gasolio di barca. All’andata va abbastanza bene, mi accorgo di avere l’onda seppur un po’ lateralmente, che mi spinge. Giro la prima boa, l’onda è a mio favore, giro la terza boa ed ecco il vento e l’onda sono contro, non vedo l’ora finisca tutto. Non c’è modo migliore per scoprire se piove che guardando l’acqua, infatti lo vedo molto bene.  Quando esco dall’acqua (posizione 124) tolgo la muta mi infilo un giacchino senza maniche, un anti acqua e parto per le mille avventure dei 40 km. Piove cazzo, fa freddo, ho i piedi gelati, la mascella mi fa male e faccio fatica ad aprirla. Vado forte specialmente quando inizia la salita, forse perché vorrei scaldarmi ma non ci riesco, la pioggia è veramente forte, un tornante la senti dietro che ti spinge assieme al vento il tornante dopo è di fronte imperterrita. Finisce la salita ed ecco la discesa, ora si che fa veramente freddo, l’asfalto in discesa è oltretutto sporco, non conosco il percorso e cerco di non esagerare come al mio solito. Arrivo ad un tornante ed ecco che frenando sento la bici partire, mollo un po’ i freni e resto in piedi per miracolo, ci mancava solo di prendere le misure della curva con il mio culo. Ora vado un po’ più piano, anche perché più forte vai più fa freddo, arriva il tratto finale, ondulato, trovo un compagno che tiene il mio ritmo ed andiamo insieme alla seconda transizione. Mi accorgo che sono talmente infreddolito che ho perso anche lucidità, ora però mi tocca la corsa e forse mi scaldo. Tolgo le scarpe da bici, le mani tremano come se avessi la malattia di Benigni nel mostro, i piedi fanno fatica ad entrare nelle scarpe da corsa, ma riparto più forte che posso. Ci metto 3 o 4 chilometri per scaldare i piedi poi finalmente ricomincio a sentire le dita e finalmente mi scaldo. Faccio gli ultimi chilometri i progressione, ora sto abbastanza bene ma è finita, sono 48°, 5° della mia categoria, 2 ore 36 minuti di sofferenza pura. All’arrivo trovo un ricco ristoro, mi abbuffo di liquidi e cibarie varie, siamo tutti gelati, guardo in faccia uno che è arrivato di poco davanti a me e gli dico: ma perché lo facciamo ? Guardo il cielo, ha smesso di piovere, esce il sole. Grazie.

Resoconto Campionati Italiani di medio 70.3-2012

Ore 6:00, come al solito qualche minuto prima della sveglia apro gli occhi, sento gocce di pioggia far rumore sulla carrozzeria del mio Westfalia, non è un buon segno. Mi preparo la colazione, mentre dal finestrino guardo i primi volontari arrivare e muoversi nel piazzale del parcheggio atleti. Siamo un centinaio di camper, furgoni, auto, tutti pronti per i Campionati Italiani di Triathlon Medio 70.3 (1,9km a nuoto, 85km in bici e 21 km a piedi).

Ore 8:00, zona cambio aperta, in silenzio, tutti in fila si entra, ognuno di noi pensa per se ora, difficilmente ci si guarda, può arrivare un saluto, un “in bocca al lupo”, ma tutti siamo concentrati. La preparazione della zona cambio è una di quelle cose che va studiata a puntino, quando si arriva dal nuoto deve essere tutto pronto per salire in bici e quando si arriva dalla bici devi avere tutto pronto per la corsa. Mi infilo la muta e alle ore 8:40, i giudici fischiano, zona cambio chiusa. Usciamo tutti, andiamo pian piano verso il lago di Bilancino, ci aspetta una temperatura dell’acqua di 16°, ognuno di noi cerca di scaldarsi il più possibile, facendo dello stretching o saltellando. Le donne, cuffia rosa, partono per prime, dopo dieci minuti partiamo noi, cuffia azzurra. L’acqua e veramente gelida, quando mi tuffo, quel primo fluido che scende dal collo giù dalla schiena è agghiacciante, credo che in quell’istante tutti 600 dentro l’acqua abbiamo fatto pipì per scaldarci.

Tromba da stadio, partiti, sono inizialmente sciolto, anche se faccio fatica a scaldarmi, non vedo assolutamente la prima boa, ma non ci sono problemi, non sono sicuramente davanti. Dimentico presto l’acqua gelida cercando di nuotare meglio che posso, so di non essere proprio un pesce ma comunque riesco a finire poco sopra la decenza la mia frazione nuoto. Arrivo all’uscita dell’acqua, la sensibilità dei piedi è al limite, infatti uscendo sbatto l’alluce su un sasso, al momento non sento chiaramente nulla, corro in zona cambio, tolgo la muta, infilo subito il casco, occhiali, numero, scarpe, prendo la bici e fuori. Sono in bici ora, la mia bici finalmente, mi guardo le cosce, sono violacee dal freddo, ma si scalderanno presto, devo fare 4 giri, ogni giro sono circa 350 metri di dislivello, praticamente si sale dolcemente da 250mt. slm del lago di Bilancino fino ad un bivio a 500mt slm, si fanno un paio di mangia e bevi con pendenze al 10 max 12 % e si ridiscende sino ai viadotti che affiancano nuovamente il lago. Il primo giro spingo tanto, la media è 34 kmh, quasi mi sorprendo infatti poi giro dopo giro cala leggermente.

La discesa è molto veloce senza tornanti o curve in cui frenare, si sfiorano gli 80 kmh e, anche lungo i viadotti, si riescono a tenere i 40. la media chiaramente scende appena si affronta nuovamente la salita. Il terzo giro ecco la pioggia, ma passa velocemente, faccio il quarto e finalmente entro in zona cambio. T2, tolgo casco, occhiali, infilo le scarpe e via ! 54 secondi in totale.

Esco dalla zona cambio con le gambe leggermente stanche, il capo lungo del quadricipite è leggermente contratto e per paura dei crampi tengo un ritmo regolare, l’alluce mi fa male ma non ci penso, faccio i primi 5 km e finalmente le gambe si riprendono. Il ritmo è buono continuo a superare atleti e al 15esimo chilometro cerco di andare in progressione, mi riesce bene, finisco il tutto in 4h36’28”, sono 89° assoluto e 17° di categoria M1. Sono felice, ma convinto che alla prossima si può fare meglio. Grazie a tutti per la lettura.

P.s. Grazie a tutti quelli che mi tifavano anche se non mi conoscevano, e grazie a Pippo che mi ha fatto le foto all’uscita della zona cambio 2.

Triathlon/Duathlon Sprint di Sanremo

Era prevista pioggia, poi sole, poi vento, poi in zona cambio mentre tutti si stavano infilando la muta lo speaker dice: La capitaneria di porto non ha dato i permessi per nuotare quindi il Triathlon Sprint di Sanremo diventa un Duathlon. Avevo la muta quasi infilata del tutto, me la tolgo al volo e penso, cazzo devo farmi un 5000 tra poco meno di 15 minuti, sarà meglio che mi scaldo. Nelle mie condizioni, però, ci sono tutti quindi non mi preoccupo più di tanto, basterà partire non troppo a cannone per non fare danni.

Comunque ad un certo punto comunicano che saremo divisi tre batterie, dall’uno al 70, dal 70 al 140, poi tutti gli altri, ad un minuto di distacco per batteria. Ok sono in seconda, la prima va, un minuto dopo tocca a me, parto davanti con un paio al mio fianco, dopo due trecento metri siamo davanti in tre con il gruppo dietro, nemmeno un chilometro dopo riprendiamo gli ultimi della prima batteria, cerco di correre sciolto risparmiando più che posso, i miei pensieri vanno al Poggio della Milano-Sanremo, quindi dico: calma. Ora siamo io e un ragazzo (cat. S2), resto con lui fino a quando riprendiamo un gruppo di 7 – 8, questo è buono per dopo penso, con il vento che c’è in bici devo trovare un gruppone. Mancano poche centinaia di metri al primo 5000, entro in zona cambio, prendo la bici e via. Sono in un gruppo di circa 10 ciclisti, urlo a tutti di darci cambi veloci, fortunatamente tutti collaborano e arriviamo senza nemmeno accorgerci all’inizio della salita al Poggio, la salita non è di fatto impegnativa, è lunga 4 km con una pendenza media del 3,7% fino ai 169 metri dello scollinamento, ma vi assicuro che farla “a tutta” con rapporti praticamente da pianura arrivati in cima le gambe bruciano di bestia.

Arrivo in cima al poggio insieme a tre ciclisti,  allo scollinamento mi superano, bevo un po’ dalla borraccia, faccio il tornante e mi tuffo dalla discesa, è tecnica ma l’asfalto è bello e la moto davanti ferma tutti e suona all’impazzata, recupero quasi subito i due in fuga, li stacco e, finita la discesa sono da solo. Ho il vento alle spalle ora ed arrivo in zona cambio ancora solo, metto giù la bici e parto per gli ultimi 2500 metri.

L’andata ho il vento a favore, sono solo e cerco di far girare le gambe per quel che posso, non me ne accorgo nemmeno e ad un tratto arriva il traguardo, 1h03 minuti a manetta !!! 25° assoluto, 4° cat. M1. Alla prossima, i Campionati Italiani di medio a Barberino Mugello il 1° Maggio.

PICS BY FRANCESCA MAGGI

Monte Barro Running 2012

E ci mancava anche la Corsa in Montagna. Non una Sky-Race ma pur sempre una corsa in montagna, con circa 600 metri di dislivello in salita e altrettanti in discesa, ora aspetto le conseguenze dei miei quadricipiti per domani. Ma Ivano (il mio allenatore), dice, ma si tranquillo oggi ti fai un medio in salita che va sempre bene. Lui chiaramente è uno che ne sa di corse in montagna, infatti è arrivato 5°. Io 35°, ma comunque felice, anche perché l’ambiente in queste corse è molto… come dire, montanaro ! 250 partenti, percorso molto bello e panoramico, non troppo duro tranne l’ultimo muro, ma poi è finita perché comincia una lunga discesa fino all’arrivo in centro Galbiate. Complimenti all’organizzazione ! Ci vediamo l’anno prossimo !

CLASSIFICHE QUI

Se trovate qualche link con le foto Postate grazie !

Feel just like a child

Siamo a Marzo, oggi giorno 21, primo giorno di primavera. Tanti buoni propositi di inizio anno ed eccoci qua, pronti per i prossimi appuntamenti agonistici. La preparazione invernale è stata buona, conto di avere una buona base, sicuramente un 30% in più dell’anno scorso, i tempi sia sulle gare su strada che in allenamento sono decisamente migliorati. Il nuoto rimane il tallone d’Achille, ma conto di recuperare dopo, fortunatamente è la prima frazione nel Triathlon. Gli infortuni ci sono stati anche quest’anno e tuttora permangono, una fascite al piede destro, la sindrome di Morton al sinistro e le ginocchia che scricchiolano ma con l’aiuto insostituibile del “Fuma fisioterapista” e i massaggi di Giuly riesco ad andare avanti. Non ci lamentiamo troppo mi ripeto, c’è chi sta peggio di me. Ora pensiamo a preparare l’ultimo mese e mezzo, inserendo nel mezzo uno Sprint a Sanremo il 15 aprile, poi tutto pronto per i Campionati Italiani di Triathlon Medio 70.3 del Mugello.

FEEL JUST LIKE A CHILD !!!

Randolario 2012

215 chilometri attorno al nostro lago, con un salto in Valtellina ed uno in Valsassina. Devo dire che non avevo tutti questi chilometri per affrontare un giro così lungo, ma lo spirito di questi incontri, il gruppo e in questo caso la bella giornata ti fanno dimenticare sette ore in bicicletta. Complimenti al Bike Team Formaggilandia2 !