i chilometri con Newton…

Ogni tanto tocca fare i conti… un po’ con tutto …

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River Water The Film London to Istanbul

Sosteniamoli !!!

Dopo 2 anni di riprese siamo arrivati a Istanbul il 27 settembre 2012.
Siamo a un passo dall’ultimazione del film!
Abbiamo bisogno di sostegno per finanziare la post – produzione. 
Ti inviatiamo a partecipare alla nostra campagna di produzione dal basso a questo link

 

CAMPAGNA INDIEGOGO

 

In cambio di piccole donazioni riceverai regali esclusivi creati dal progetto River Water!! 
A che punto siamo
Il viaggio di Man on the river è terminato a Istanbul il 27 settembre 2012. Abbiamo affiancato Giacomo lungo l’intero percorso senza l’intervento di network televisivi. Siamo andati avanti da soli e grazie all’aiuto di amici e sostenitori.
Il film è entrato nella post produzione che corrisponde a: trascrizione e traduzione delle interviste, realizzazione di musiche originali, montaggio e post-produzione: sonorizzazione e correzione del colore.
La Storia
Una storia lunga 5.200 km: da Londra a Istanbul sui fiumi dell’Europa in una barca a remi e a vela. Il protagonista è Giacomo De Stefano, un uomo che ha deciso di inseguire il sogno di un nuovo mondo percorrendo le antiche vie di comunicazione con la sola forza del vento e delle braccia. Un viaggio alla riscoperta della vita lungo i fiumi, per parlare dell’importanza dell’acqua e del rapporto con essa. A guidarlo solo la linea blu che, passando per 13 paesi, collega gli estremi dell’Europa.

SITO INTERNET FILM

Cultura e ambiente
Il nostro film: 13 mesi di navigazione e di riprese sulle strade liquide che un tempo trasportavano vita e idee lungo il continente. I volti, le culture, i paesaggi che si trasformano ansa dopo ansa. La poesia di un viaggio lento attraverso confini che diventano invisibili, al ritmo gentile dell’acqua che scorre. Una testimonianza e una valutazione delle condizioni delle vie fluviali europee.
Questo film parte dalla convinzione che cultura e ambiente non rappresentano più ambiti differenti ma appartengono un unico campo d’azione. Vogliamo “far scorrere le idee” riguardo le sfide ambientali a cui siamo chiamati a rispondere. A differenza di ciò che avviene nei reportage naturalistici, la natura di cui vogliamo parlare è una natura splendida ma accessibile, tanto sconosciuta quanto a portata di mano. River water è un avvicinamento alla natura reale, una riflessione sull’acqua e una contemplazione poetica di fronte alla sua bellezza.
La crew di River Water vi ringrazia!
Paolo Muran – Bologna,Italy 
Giacomo De Stefano – Venezia, Italy               
Nicola Pittarello – Padova, Italy 
Bruno Porto – Brasil
Fine Schaumburg – Brasil
Leon Greco – Argentina
Anna Sandrini – Italy

Lecco – Abbadia Lariana Pista Ciclabile Post nr.2

Mi piacerebbe sapere per quanto tempo resteranno fermi i lavori iniziati a Giugno 2012 ?

Mi piacerebbe sapere perché non ci lavora più nessuno ?

Mi piacerebbe sapere perché,  ora che stanno “facendo la ciclabile”, il tratto località Orsa Maggiore – Lecco, è ancora più a rischio ?

Mi piacerebbe sapere qual’è il problema ?

Mi piacerebbe sapere se stiamo aspettando che nevichi per fare i lavori ?

Mi piacerebbe sapere per quanto tempo sarò costretto a rischiare la vita ogni volta che voglio andare ad Abbadia in Bici ?

 

Elbaman e gli amici

Siamo oramai ad ottobre, 10 giorni fa insieme ad un gruppo di amici ho fatto Elbaman, diversamente dall’anno scorso quest’anno ho deciso per vari motivi di evitare la distanza Iron e di fare l’ennesimo medio. Sono tre quest’anno (Barberino, Idro e Elba). Non mi piace giustificarmi se una gara va come non avrei voluto ma le mie condizioni nella corsa erano decisamente scarse e visto che non voglio nemmeno ipotizzare quanto sarei potuto arrivare nel caso fossi andato bene, diciamo che mi accontento di essere riuscito a finire al 41° posto. Per tutto il resto, direi perfetto, ottima organizzazione, ottimo pubblico e bella la compagnia di amici che ogni anno, un pò per fare la gara e un pò come Staff organizzazione, arrivano all’Elba. Grazie a tutti !!!

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Gli amici invece, sono quelli che nell’ultima frazione di corsa incroci con la faccia sofferente quanto la tua… e nonostante tutto ci si scambia un incitamento reciproco, un alè o non mollare …

Olimpico di Sarnico 2012

Voglio iniziare questo “report” di gara con un paio di domande (un pò polemiche). Per fare un uscita di allenamento impegnativa uscireste mai in agosto alle 11:30/12:00 ? Esiste un orario peggiore per fare partire una gara di Triathlon Olimpico impegnativa come Sarnico in Agosto ?

L’Olimpico di Sarnico (1,5 km a nuoto, 40 di bici con un migliaio di mt. di dislivello e 10 km a piedi con svariate salite impegnative) è probabilmente uno dei più impegnativi della distanza.

Prima batteria, partenza ore 11:35, a seguire le altre, io, che sono in terza, parto dopo circa 15/20 minuti. Il sole è molto caldo, lo sento nella schiena protetta dalla muta, nuoto tra alghe marine e piante che, causa livelli straordinariamente bassi del lago, affiorano nel percorso. Si passa sotto il ponte di Sarnico, si esce per circa 600 metri, si effettua una diagonale per raggiungere l’altra sponda e si rientra nuovamente da dove si è usciti. Toglo la muta, prendo la bici e via per mille avventure.

Borraccia di sali temperatura 40 gradi circa ( il primo sorso quasi mi fa cadere dalla bici ), 13 km di rettilineo lungo il lago, direzione nord-est fino a Tavernola, da li, salitone di 8km circa, pendenze costanti tra l’8 e il 10%, quello a mio parere è il meno, solo che è circa l’una del pomeriggio, ho visto gente traballare stile Fantozzi alla Coppa Cobram. Fortunatamente la bici è “il mio forte” e supero brillantemente la salita, la discesa è lunga ma resto concentrato e recupero qualcosa anche li. Gli ultimi chilometri (13) per tornare a Sarnico, come se non bastasse, soffia un vento contario. Ho superato un paio di concorrenti con la faccia visibilmente demotivata, uno del Triathlon Vicenza quando mi affianco mi dice ” Ghe mancava soo el vento”.

Arrivo di nuovo a Sarnico, la borraccia di sali l’ho finita anche se sognavo ghiaccio e granite siciliane alla frutta, mi metto le scarpe da corsa e riparto per i 10 km finali. Cerco di capire subito dov’è il ristoro con l’acqua, sono al limite della disidratazione e finalmente dopo la prima salita un ricco ristoro di acqua, sali e spugne mi accoglie, mi fermo qualche secondo e mi riprendo. Cerco di tenere un ritmo decente anche se il mio tendine specialmente in salita fa male da farmi zoppicare, resto concentrato e ad ogni ristoro prendo acqua e mi bagno.

Vedo finalmente l’arrivo, dopo due ore e quarantasei minuti di gara mi tuffo nel ricchissimo ristoro dove devo ammettere non mancava nulla, frutta a volontà, bevande di ogni tipo e dolci.

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(foto di Francesca Maggi) Nello slide: alcuni amici e compagni di fatiche.

Per tornare alla polemica iniziale, una cosa mi ha sensibilizzato, le sirene delle ambulanze che andavano avanti e indietro per il percorso gara, se volevate far fare un esercitazione al 118 ci siete riusciti bene. La gara nel complesso è stata organizzata molto bene, dalla zona cambio ai ristori, dal pacco gara molto utile alla viabilità delle strade, ma non capisco davvero, perché non si poteva partire al mattino alle 8:00. Per il resto W i casoncelli di Sarnico !

Recensione Newton Gravitas 2012

Ho acquistato la Gravitas 2012 appena arrivate in negozio. Dopo averne consumate 2 paia vecchie (mod. Azzurro) sinceramente non aspettavo altro. Non l’ho usata molto, infatti ho aspettato di raggiungere almeno 200 km prima di scrivere qualcosa.

Partirei con dire cos’è cambiato dalla vecchia Gravitas. Abbastanza direi, la scarpa presenta un nuovo modo di allacciatura, la pianta inizialmente sembra più larga ma non lo è, per chi come me ha il piede magro con poco collo, si troverà sicuramente meglio, l’effetto cerniera dell’allacciatura non avviene più. La mescola è un pò differente, hanno eliminato i due rinforzi sul tallone e a mio parere diminuito ulteriormente il dislivello tra anteriore e posteriore. Qualche grammo in meno sulla bilancia, 274gr la nuova, 280gr la vecchia (misura 10 cm28).

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Ammortizzamento pressoché simile alla vecchia, scarpa veloce e reattiva, peso ideale per allenamenti medio lunghi, ma attenzione, completamente neutra questa volta. ( non ha alcun tipo di correzione per pronatori e supinatori). Solita tecnologia e suola identica alla vecchia ACTION/REACTION. Provata anche su sterrato, ammortizzamento molto buono anche su terreni difficili.

Infine, visto il prezzo (174 euro), esteticamente molto più bella rossa.

Ultimo consiglio, se comprate una qualsiasi Newton, non andateci a correre subito 10/15 km.

Sarnico – Parzanica

Il 26 agosto ci sarà L’Olimpico di Sarnico, gara NO-Draft (che preferisco) con salita impegnativa (che apprezzo). Stamattina sono andato a provarla, impressioni ?

Salita:

Arriverà dopo circa 12km da Sarnico. I primi 2,5 km ( 3 tornanti ) abbastanza impegnativi, la salita è costante e non molla molto nemmeno sul tornante pendenza attorno al 10%. Subito dopo un tratto di 500 mt c.a. che fa respirare, ma poi altra impennata simile alla prima di un chilometro che “spiana” leggermente sino al 6°. Qui arriva, secondo me il tratto più duro, gli ultimi 2 km attorno al 10%. si raggiunge il paese e si scende dall’altro lato.

Discesa:

La discesa è lunga e abbastanza sconnessa, l’asfalto non è dei migliori, parecchie buche ed asfalto rovinato, ricordo solo un paio di curve bruttine e ceche, per il resto la discesa non è velocissima data la poca pendenza. Se si vuole tenere una buona velocità bisogna pedalarla.

Rapporti:

Io ho usato un 39/24 per quasi tutta la salita, ho tirato giù un rapporto quindi il 21 nel tratto finale che spiana. Avevo anche un 28 ma l’ho solo guardato negli ultimi 2km. Se si tira troppo la prima parte si rischia di usarlo.

Con una compact secondo me l’ideale è 34/21-25.

Ci si vede a Sarnico !

Dimenticavo questo è il link della traccia Garmin.

Mare, estate e esperienze elettroniche in movimento.

Trascorso un Giugno intesnso con il 70.3 di Idroman e la 10k di Lecco dopo appena 5 giorni, mi sentivo leggermente saturo. Fu così che io e Fra partimmo per Creta 15 giorni, riposo, mare, spiaggia, sole e tante nuotate.

Ecco alcune foto della vacanza.

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Al mio ritorno ero conscio di avere tra le mani un nuovo bolide, un regalo inaspettato ma ben apprezzato. Una bici da corsa con nuovo cambio elettronico Ultegra Di2 che in questi giorni ho testato per abituarmi all’uso delle nuove leve, che poi non sono più leve ma pulsanti da ricordare. Non più leve da spostare, non più rumori di deragliatori e catene che grattano, sembra di avere in mano un’auto con cambio sequienziale, la sensazione è davvero bella, è tutto molto veloce e fluido.

Ieri sera stavo guardando un vecchio finale di tappa giro d’Italia, anni 90, Gianni Bugno stava facendo una volata (aveva un rapporto durissimo 53-12), naturalmente vinse, a fine gara intervistato disse: “in quel momento avevo quello di rapporto e non potevo perder tempo per tirare su la leva”; che al tempo era oltretutto sull’obliquo.

Domenica 22 Triathlon Sprint di Lecco.

Idro non ti regala mai niente

Domenica 24 Giugno ore 7:15, sono alla partenza del temutissimo Idroman 70.3, all’arrivo c’è una scritta che sembra un avvertimento: ALIVE TO HELL, sopravvivere all’inferno, perlopiù l’inferno del percorso in bici che ha come dislivello 2920 mt.! .


Sono nel prato fronte lago, con due amici e compagni di squadra, Carlo Spreafico e Massimo Contardo, aspettiamo la partenza scherziamo e ricordiamo a vicenda alcuni momenti di gare oramai passate. Tra poco partiremo ed ognuno di noi a quel punto, andrà per suo conto.


7:45, tutti in acqua, si parte per 1900 metri, prima boa, un po’ di manate ma tutto ok, seconda boa, terza boa e via un’altro giro. L’acqua è piacevole, le boe ben visibili, un leggero sole sorge da est, io nuoto molto lungo e sciolto, so che non sto andando veloce ma esco dall’acqua in 36 minuti, tempo buono per me, ora viene il bello. Conosco il percorso e in bici mi diverto, i primi 10 km di salita li faccio a tutta, a Capovalle, fine della prima salita, controllo la media: 25 kmh. Sono consapevole di essere andato un po’ troppo forte e nel tratto vallonato sino all’inizio della discesa per Gargnano cerco di recuperare. Ho recuperato circa 40 posizioni in 10 km, lo so perché li ho contati, ora inizia la discesa, mi idrato mangio qualcosa e a Gragnano al giro di boa, Mario dello Staff che mi conosce, mi urla forza spiller ! Io lo guardo e gli dico : inizia il bello Mario ! Da li cominciano 26 km di salita, poi 5 di discesa, poi 6 di salita (da vomito) e poi nuovamente la discesa a Idro. Le gambe girano bene, continuo a guadagnare posizioni anche se molto meno rispetto all’inizio, la salita è davvero tanta, 26 km sono interminabili e i 6 che arrivano dopo li conosco, quelli hanno delle rampe tipo Ghisallo. Quelle strade poi sono così solitarie, con pochissimo traffico e un sacco di verde attorno, viene quasi voglia di fermarsi a riposare in qualche prato. Finalmente arriva la discesa verso Idro, è quasi mezzogiorno e il caldo comincia a farsi sentire, approfitto della discesa per reintegrare sali e mangiare prima dei 21 km di corsa sotto il sole, arrivo a Idro abbastanza stanco direi, mi dimentico addirittura il mio numero, ossia, credo di avere il 15 invece è il 19, quasi sbaglio nel mettere la bici al mio posto. Riparto al volo ma già dai primi chilometri capisco che il mio stomaco non sta bene, ho dei forti dolori addominali, non riesco a correre veloce, le gambe andrebbero ma il dolore è troppo forte. Spero che passi ma nulla, mi fermo svariate volte ai ristori, per bere dell’acqua e rinfrescarmi ma non succede nulla. Dovrò correre tutti i 21 km con quel dolore, concludo la mezza con un tempo da defaticamento ma finisco 17° assoluto.

Sono stremato, praticamente all’arrivo mi accascio a terra, arriva il personale medico, mi chiede se è tutto ok, gli dico: tranquilli, tranquilli datemi 5 minuti.
Quei dolori addominali mi hanno demolito, correre con quel dolore è stata davvero dura, dopo un po’ giunge all’arrivo anche il mio compagno Massimo, mi guarda e dice in dialetto lombardo: Idro non ti regala mai niente.

Ciclabile Abbadia – Lecco. Oggi si comicia, su i cantieri …

Da Lecco se vuoi andare ad Abbadia c’è solamente una strada, anzi una superstrada, non percorribile a piedi e se per caso la fate in bici verrete spaventati ogni qual volta un tir vi supera a 100 km orari. Oggi tornando in bici da Bellano, ho finalmente notato l’inizio del cantiere che costruirà la tanto sospirata pista ciclabile. Finalmente un segno/bagliore di civiltà tra i Comuni di Lecco e Abbadia Lariana. Spero vivamente venga costruita con i criteri di una vera pista ciclabile…

Data inizio lavori 05/06/2012.

fonte LECCO NOTIZIE