2013, nuovi obbiettivi, nuovi orizzonti…

Si parte con il Challenge di Rimini, 26 maggio, un mezzo IronMan e una grande occasione per “correre” con i veri BIG, faccio 2 nomi:  Chris Mc Cormack e Daniel Fontana. Circa un mese 23 giugno, ed ecco una gara che adoro e che farò per la terza volta, IdroMan, ovvero “Alive to Hell” , un’altro mezzo IronMan con una traccia in bici di 3000 mt di dislivello attivo. Poco meno di un mese 24 luglio “Le Triathlon de Longue Distance EDF de l’Alpe d’Huez”, distanza anomala, 2,2k nuoto, 115 km in bici e 22 km di corsa, una prova che mi porterà dritto per un’altra gara in terra Transalpina, 15 agosto il mitico EmbrunMan, distanza IronMan 3.8km swim, 188 km bike con 5000mt i dislivello attivo e 42km run. Forse poi mi riposerò…

Dimenticavo K113 Italy Man, Lecco 25 Agosto, se sopravvivo…

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Idro non ti regala mai niente

Domenica 24 Giugno ore 7:15, sono alla partenza del temutissimo Idroman 70.3, all’arrivo c’è una scritta che sembra un avvertimento: ALIVE TO HELL, sopravvivere all’inferno, perlopiù l’inferno del percorso in bici che ha come dislivello 2920 mt.! .


Sono nel prato fronte lago, con due amici e compagni di squadra, Carlo Spreafico e Massimo Contardo, aspettiamo la partenza scherziamo e ricordiamo a vicenda alcuni momenti di gare oramai passate. Tra poco partiremo ed ognuno di noi a quel punto, andrà per suo conto.


7:45, tutti in acqua, si parte per 1900 metri, prima boa, un po’ di manate ma tutto ok, seconda boa, terza boa e via un’altro giro. L’acqua è piacevole, le boe ben visibili, un leggero sole sorge da est, io nuoto molto lungo e sciolto, so che non sto andando veloce ma esco dall’acqua in 36 minuti, tempo buono per me, ora viene il bello. Conosco il percorso e in bici mi diverto, i primi 10 km di salita li faccio a tutta, a Capovalle, fine della prima salita, controllo la media: 25 kmh. Sono consapevole di essere andato un po’ troppo forte e nel tratto vallonato sino all’inizio della discesa per Gargnano cerco di recuperare. Ho recuperato circa 40 posizioni in 10 km, lo so perché li ho contati, ora inizia la discesa, mi idrato mangio qualcosa e a Gragnano al giro di boa, Mario dello Staff che mi conosce, mi urla forza spiller ! Io lo guardo e gli dico : inizia il bello Mario ! Da li cominciano 26 km di salita, poi 5 di discesa, poi 6 di salita (da vomito) e poi nuovamente la discesa a Idro. Le gambe girano bene, continuo a guadagnare posizioni anche se molto meno rispetto all’inizio, la salita è davvero tanta, 26 km sono interminabili e i 6 che arrivano dopo li conosco, quelli hanno delle rampe tipo Ghisallo. Quelle strade poi sono così solitarie, con pochissimo traffico e un sacco di verde attorno, viene quasi voglia di fermarsi a riposare in qualche prato. Finalmente arriva la discesa verso Idro, è quasi mezzogiorno e il caldo comincia a farsi sentire, approfitto della discesa per reintegrare sali e mangiare prima dei 21 km di corsa sotto il sole, arrivo a Idro abbastanza stanco direi, mi dimentico addirittura il mio numero, ossia, credo di avere il 15 invece è il 19, quasi sbaglio nel mettere la bici al mio posto. Riparto al volo ma già dai primi chilometri capisco che il mio stomaco non sta bene, ho dei forti dolori addominali, non riesco a correre veloce, le gambe andrebbero ma il dolore è troppo forte. Spero che passi ma nulla, mi fermo svariate volte ai ristori, per bere dell’acqua e rinfrescarmi ma non succede nulla. Dovrò correre tutti i 21 km con quel dolore, concludo la mezza con un tempo da defaticamento ma finisco 17° assoluto.

Sono stremato, praticamente all’arrivo mi accascio a terra, arriva il personale medico, mi chiede se è tutto ok, gli dico: tranquilli, tranquilli datemi 5 minuti.
Quei dolori addominali mi hanno demolito, correre con quel dolore è stata davvero dura, dopo un po’ giunge all’arrivo anche il mio compagno Massimo, mi guarda e dice in dialetto lombardo: Idro non ti regala mai niente.

Test Acqua Como Lake

Per noi Triathleti, amanti di spazi liberi la vasca da 25 metri diventa dopo mesi di allenamenti una piccola prigione. Eccoci proprio ieri a provare le acque del nostro lago, nei pressi della spiaggetta Orsa Maggiore. Giunti nell’ora più calda della giornata (ore 12:30), intrepidi, ci siamo infilati la muta e pian piano come chiedendo il permesso, siamo entrati in acqua.

Credo che la temperatura non superi ancora gli 10/11 gradi, è ancora veramente troppo fredda, ho fatto il medio a Barberino di Mugello il primo Maggio e credevo di aver sentito l’acqua fredda, questa è davvero gelida. Abbiamo fatto circa 300 metri, giusto per non aver messo la muta per nulla, siamo risaliti ed infreddoliti ci siamo ricambiati. Alla prossima !

Resoconto Campionati Italiani di medio 70.3-2012

Ore 6:00, come al solito qualche minuto prima della sveglia apro gli occhi, sento gocce di pioggia far rumore sulla carrozzeria del mio Westfalia, non è un buon segno. Mi preparo la colazione, mentre dal finestrino guardo i primi volontari arrivare e muoversi nel piazzale del parcheggio atleti. Siamo un centinaio di camper, furgoni, auto, tutti pronti per i Campionati Italiani di Triathlon Medio 70.3 (1,9km a nuoto, 85km in bici e 21 km a piedi).

Ore 8:00, zona cambio aperta, in silenzio, tutti in fila si entra, ognuno di noi pensa per se ora, difficilmente ci si guarda, può arrivare un saluto, un “in bocca al lupo”, ma tutti siamo concentrati. La preparazione della zona cambio è una di quelle cose che va studiata a puntino, quando si arriva dal nuoto deve essere tutto pronto per salire in bici e quando si arriva dalla bici devi avere tutto pronto per la corsa. Mi infilo la muta e alle ore 8:40, i giudici fischiano, zona cambio chiusa. Usciamo tutti, andiamo pian piano verso il lago di Bilancino, ci aspetta una temperatura dell’acqua di 16°, ognuno di noi cerca di scaldarsi il più possibile, facendo dello stretching o saltellando. Le donne, cuffia rosa, partono per prime, dopo dieci minuti partiamo noi, cuffia azzurra. L’acqua e veramente gelida, quando mi tuffo, quel primo fluido che scende dal collo giù dalla schiena è agghiacciante, credo che in quell’istante tutti 600 dentro l’acqua abbiamo fatto pipì per scaldarci.

Tromba da stadio, partiti, sono inizialmente sciolto, anche se faccio fatica a scaldarmi, non vedo assolutamente la prima boa, ma non ci sono problemi, non sono sicuramente davanti. Dimentico presto l’acqua gelida cercando di nuotare meglio che posso, so di non essere proprio un pesce ma comunque riesco a finire poco sopra la decenza la mia frazione nuoto. Arrivo all’uscita dell’acqua, la sensibilità dei piedi è al limite, infatti uscendo sbatto l’alluce su un sasso, al momento non sento chiaramente nulla, corro in zona cambio, tolgo la muta, infilo subito il casco, occhiali, numero, scarpe, prendo la bici e fuori. Sono in bici ora, la mia bici finalmente, mi guardo le cosce, sono violacee dal freddo, ma si scalderanno presto, devo fare 4 giri, ogni giro sono circa 350 metri di dislivello, praticamente si sale dolcemente da 250mt. slm del lago di Bilancino fino ad un bivio a 500mt slm, si fanno un paio di mangia e bevi con pendenze al 10 max 12 % e si ridiscende sino ai viadotti che affiancano nuovamente il lago. Il primo giro spingo tanto, la media è 34 kmh, quasi mi sorprendo infatti poi giro dopo giro cala leggermente.

La discesa è molto veloce senza tornanti o curve in cui frenare, si sfiorano gli 80 kmh e, anche lungo i viadotti, si riescono a tenere i 40. la media chiaramente scende appena si affronta nuovamente la salita. Il terzo giro ecco la pioggia, ma passa velocemente, faccio il quarto e finalmente entro in zona cambio. T2, tolgo casco, occhiali, infilo le scarpe e via ! 54 secondi in totale.

Esco dalla zona cambio con le gambe leggermente stanche, il capo lungo del quadricipite è leggermente contratto e per paura dei crampi tengo un ritmo regolare, l’alluce mi fa male ma non ci penso, faccio i primi 5 km e finalmente le gambe si riprendono. Il ritmo è buono continuo a superare atleti e al 15esimo chilometro cerco di andare in progressione, mi riesce bene, finisco il tutto in 4h36’28”, sono 89° assoluto e 17° di categoria M1. Sono felice, ma convinto che alla prossima si può fare meglio. Grazie a tutti per la lettura.

P.s. Grazie a tutti quelli che mi tifavano anche se non mi conoscevano, e grazie a Pippo che mi ha fatto le foto all’uscita della zona cambio 2.

Feel just like a child

Siamo a Marzo, oggi giorno 21, primo giorno di primavera. Tanti buoni propositi di inizio anno ed eccoci qua, pronti per i prossimi appuntamenti agonistici. La preparazione invernale è stata buona, conto di avere una buona base, sicuramente un 30% in più dell’anno scorso, i tempi sia sulle gare su strada che in allenamento sono decisamente migliorati. Il nuoto rimane il tallone d’Achille, ma conto di recuperare dopo, fortunatamente è la prima frazione nel Triathlon. Gli infortuni ci sono stati anche quest’anno e tuttora permangono, una fascite al piede destro, la sindrome di Morton al sinistro e le ginocchia che scricchiolano ma con l’aiuto insostituibile del “Fuma fisioterapista” e i massaggi di Giuly riesco ad andare avanti. Non ci lamentiamo troppo mi ripeto, c’è chi sta peggio di me. Ora pensiamo a preparare l’ultimo mese e mezzo, inserendo nel mezzo uno Sprint a Sanremo il 15 aprile, poi tutto pronto per i Campionati Italiani di Triathlon Medio 70.3 del Mugello.

FEEL JUST LIKE A CHILD !!!

Buoni Propositi !

Bando alle ciance ! Dicono in Toscana…

Dopo un 2011 di esordio eccoci giunti alla stagione di gare 2012. Ho analizzato con attenzione il calendario gare FITRI ed ho messo giù un elenco delle gare che mi piacerebbe fare quest’anno. Alcune gare sono molto/troppo vicine, per questo dovrò scegliere quando si avvicinerà il momento.

La novità di quest’anno è che ho un preparatore per la corsa d’eccellenza, Ivano Paragoni, un amico, allenatore e forte corridore in montagna, giunto 6° nella propria categoria Master agli ultimi Campionati del Mondo di corsa in Montagna (scusate se è poco). Per il nuoto c’è invece la mia oramai compagna fedele di vasca e di lago Elena Sala, forte nuotatrice e free-climber che mi stacca sempre. Per la bici, mi affido a me stesso, anche se spero di ritrovare i miei compagni di uscite estive ex dilettanti, Marco e Giordano, nel frattempo macino chilometri da solo sfruttando le poche ore di tiepido sole. Ecco tutto ! Speriamo che me la cavo e di non fare un giro in più allo Sprint di Lecco…

GARE e TRIATHLON IN PROGRAMMA

ANNO 2012

12 febbraio Lecco

Maratonina di Lecco

26 febbraio Sirone LC

1° prova Circuito Nazionale Duathlon

Duathlon Sprint

11 marzo Lecco

Randolario 200km Bike

15 aprile San Remo IM

Triathlon Sprint

Gara di Rank

22 aprile Chiarone Capalbio GR

Triathlon Sprint

Gara Rank

1 maggio Barberino del Mugello FI

Triathlon Medio

Campionato Italiano

27 maggio Pietra Ligure SV

Triathlon Olimpico

Gara di Rank

3 Giugno Cremona CR

Triathlon Sprint

ITU

16 Giugno Bardolino VR

Triathlon Olimpico

Gara Internazionale

24 Giugno Lago d’Idro BG

Triathlon Medio

Gara Internazionale

30 Giugno Sirmione BS

Triathlon Olimpico

Gara Internazionale Rank

1 Luglio Fiastra MC

Triathlon Olimpico

Gara di Rank

14 Luglio Revine Lago Tarzo TV

Triathlon Olimpico

ITU e Rank

22 Luglio Lecco

Triathlon Sprint

Gara di Rank

26 Agosto Sarnico BG

Triathlon Olimpico

Gara di Rank

30 Settembre Isola d’Elba

Elbaman

Distanza IronMan

Gara Internazionale

21 Ottobre Lecco

Duathlon Lungo

Gara Rank

HO RACCOLTO ANCHE UN PO’ DI FOTO DELLA STAGIONE GARE 2011

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GRAZIE E AI PROSSIMI AGGIORNAMENTI

ELBAMAN 2011

Apro gli occhi, guardo l’ora, sono le 4 e 25 minuti del 25 settembre 2011. Non fa in tempo a suonare la sveglia puntata alle 4 e 30, cancello la sveglia e mi alzo. Sono all’hotel Barracuda, Isola d’Elba, tra circa 2 ore e mezza parteciperò alla distanza IronMan dell’Elbaman. Mi vesto, scendo nella sala delle colazioni, sono solo e comincio a mangiare, senza fame, come un lupo che divora il cibo quando lo trova. Mangio 100 grammi di riso bianco, 4 mini panini con miele e marmellata e qualche bicchiere d’acqua. Risalgo in camera, Francesca è sveglia, mi lascia tranquillo e scende a far colazione. Raccolgo le cose necessarie alla gara e mi dirigo alla zona cambio. Sono le ore 6. Mi accorgo di aver dimenticato una luce frontale per vedere a quanto sto gonfiando i pneumatici della bici, Massimo anche lui del Triathlon Lecco mi presta la sua. Controllo tutti i gel e le barrette attaccate al telaio, e comincio ad infilarmi la muta visto che non è poi così caldo, deposito la mia borsa per il post gara e vado pian piano verso la spiaggia di Marina di Campo.

MI accorgo di essere tra i primi, è sempre così per queste situazioni. Ci sono tanti amici a vedermi, mi sorridono, mi chiamano, mi battono il cinque, sono emozionato, ho il cuore, solitamente lento, attorno ai 100 battiti. Incontro nuovamente Massimo, lui ha decine di IronMan alle spalle e mi dice: Stai tranquillo, entriamo a sentire l’acqua. Poco dopo tutti andiamo alla spunta dove il microchip alla caviglia registra il passaggio. Ci ritroviamo tutti all’interno di un box, si ride e si scherza tra noi, il cielo e lievemente annuvolato ed il sole non è ancora sorto. Ore 7, un colpo di pistola ci spedisce in acqua, l’acqua è bassa per almeno un centinaio di metri ma appena posso comincia a nuotare.

Si nuota vicini e ognuno di noi cerca la traiettoria, so di non essere un fulmine e cerco di fare il possibile nuotando meglio che posso senza sprecare troppe energie. Il fondale scorre sotto di me, per lo più sabbioso e al giro più lontano di boa calcolo che saranno almeno 25 metri di profondità. Passa un giro, esco dall’acqua e rientro per il secondo. Quando nuoto cerco di non pensare troppo per non distrarmi, solo pochi attimi di coscienza che si rinnovano ogni qualvolta esco con la testa per guardare dove vado. Esco finalmente dall’acqua, luci e colori mi attendono, sento le urla dei miei amici che tifano, ma non riesco a vederli, sento Elena che mi dice: Non togliere qui la muta che non si può ! poi vado sotto le docce e corro verso la zona cambio.

Prendo la borsa gialla del T1 (transizione 1), tolgo la muta, infilo il body, le calze, le scarpe, gli occhiali da sole e corro verso la bici. Infilo il casco, il pettorale e parto. Esco dalla zona cambio, trovo il mio amico Paolo e gli dico, arriva il bello. Francesca mi urla: Dai Michi !!!

Tre giri, 180 chilometri, non ci penso e vado, il primo giro vola, 2 ore poco più, 60 chilometri a 30 di media, con le salite dell’Elba, recupero un bel po’ di concorrenti, specialmente in salita. Passo dentro il paese, ritrovo gli amici che mi tifano, penso: “ancora un giro forte poi recupero”. Così faccio, tengo i 30 di media circa anche il secondo giro, ho fatto 120 chilometri e me ne mancano 60. Ora devo recuperare, non so se è la tattica giusta ma mi prendo il terzo giro per averne poi per fare la maratona.

Non che sia andato piano ma la media scende a 29 ed è quanto mi basta per arrivare abbastanza riposato al T3. Scendo al volo dalla bici, vado a cambiarmi e parto subito correndo, controllo il Garmin, segna 185 chilometri, faccio due conti, mi mancano 42 chilometri circa ! Forza. Sto bene le gambe non hanno risentito molto, tengo un buon ritmo e non mi rendo conto che sto andando troppo forte ( a 20 chilometri dal traguardo me ne accorgo ), troppo tardi. Rallento vistosamente, guardo il Garmin, ho un ritmo da defaticamento, ma ho quasi finito, ad ogni passaggio i miei amici urlano come pazzi, io continuo a correre ma appena trovo un ristoro cammino, bevo, mangio quello che trovo e riparto. Al 25° chilometro devo fermarmi assolutamente al bagno, perdo 5 o 10 minuti ma non potevo fare altro, esco e ricomincio a correre.

Mancano pochi chilometri  ora, non ricordo molto a cosa pensavo, la testa in quel momento è fondamentale, le gambe non si alzano molto da terra ma tu corri, fai quel minimo balzo che ti diversifica dal camminare alla corsa. Ora manca davvero poco e alla deviazione dell’arrivo stavolta metto la freccia, tutti mi applaudono e quando vedo il traguardo mi emoziono.

Francesca mi abbraccia e piange, sto a malapena in piedi, il mio amico Paolo all’uscita dell’arrivo s’ inginocchia davanti a me e io l’abbraccio, mi guardo in giro saluto tutti ringrazio. Ora posso sedermi con una mantellina d’alluminio sulle spalle. Guardo l’ora sono le 7 di sera, sono 36° e c’ho messo 11 ore 59 minuti e 15 secondi. Grazie davvero a tutti !

Pics by Francesca Maggi

10° TRIATHLON SPRINT CITTA’ DI LECCO

Ci siamo, 750 nuoto, 20 bici, 5 corsa, domenica 24 luglio a Lecco si svolgerà la 10° edizione di questa spettacolare Triathlon Sprint. E’ la gara che mi ha dato l’input per iniziare ad allenarmi per questa disciplina. Esattamente un’anno ero lì a guardarla, con il mio amico MEL (triathleta DOC) che mi spiegava tutti i segreti della competizione, dentro di me si è risvegliato qualcosa che mi ha portato dopo un anno di allenamento, e già con qualche gara alla spalle, ad iscrivermi. Siate numerosi perché da spettatori è veramente emozionante (almeno per me lo è stato). Non so ancora a che ora partirò ma la prima batteria partirà alle ore 09:30, a seguire le altre sino alle ore 14:45 che sarà l’ultima, aggiornerò domani sera la mia partenza, dopo la consegna di “chip, pettorale e cuffia”.

USCITA AL LAGO

Oggi ho fatto la mia prima uscita in acque libere. Mi sono affidato al grande esperto e amico Alessandro detto il MEL, siamo andati al Lago del Segrino, ci siamo infilati la muta e via, c’era anche Elena che anche lei come me aveva il battesimo dell’acqua libera. La sensazione è veramente incredibile, la muta ti sorregge che è un piacere, l’acqua non penetra e non si ha nessuna sensazione di freddo, c’è da dire che oggi era una giornata particolarmente soleggiata ma come prima sensazione direi OTTIMO !

La muta una AQUAMAN TRI-BLITZ, acquistata da TRISPORT non da nesun tipo di problema nei movimenti, anche se non sono un grande esperto non ho fatto alcuna fatica a metterla, a nuotare e a toglierla è stato un lampo. SUPER consigliata a tutti i neofiti del nuoto in acque libere, per i PRO li dipende da quanto volete spendere!

VAIIIIII !!!!