Anni che furono

Qualche giorno fa sono stato a Milano per acquistare le mie solite Newton. Oramai è una tradizione, prendo la bici, la carico in treno a Lecco, scendo a Milano centrale e mi incontro con Alessandro, mitico Triathleta ispiratore.

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Il programma è, andare a casa sua, parcheggiare le bici, farci una corsetta di un’ora, mangiare e passare da Paolo di Verde Pisello per acquisto nuove Newton.

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Alessandro è un Triathleta ed un pioniere del Triathlon (anche se ha solo qualche anno più di me, quindi è giovane) e quando entriamo nel suo garage, cercando un cerchio da 26′ che sarebbe servito a me salta fuori un porta ruote. 1996, 1° Triathlon di Idro, ovvero il mitico Idroman mezza distanza IronMan.

Allego foto, incredibile. Grazie Ale ! LINK AL SUO BLOG

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River Water The Film London to Istanbul

Sosteniamoli !!!

Dopo 2 anni di riprese siamo arrivati a Istanbul il 27 settembre 2012.
Siamo a un passo dall’ultimazione del film!
Abbiamo bisogno di sostegno per finanziare la post – produzione. 
Ti inviatiamo a partecipare alla nostra campagna di produzione dal basso a questo link

 

CAMPAGNA INDIEGOGO

 

In cambio di piccole donazioni riceverai regali esclusivi creati dal progetto River Water!! 
A che punto siamo
Il viaggio di Man on the river è terminato a Istanbul il 27 settembre 2012. Abbiamo affiancato Giacomo lungo l’intero percorso senza l’intervento di network televisivi. Siamo andati avanti da soli e grazie all’aiuto di amici e sostenitori.
Il film è entrato nella post produzione che corrisponde a: trascrizione e traduzione delle interviste, realizzazione di musiche originali, montaggio e post-produzione: sonorizzazione e correzione del colore.
La Storia
Una storia lunga 5.200 km: da Londra a Istanbul sui fiumi dell’Europa in una barca a remi e a vela. Il protagonista è Giacomo De Stefano, un uomo che ha deciso di inseguire il sogno di un nuovo mondo percorrendo le antiche vie di comunicazione con la sola forza del vento e delle braccia. Un viaggio alla riscoperta della vita lungo i fiumi, per parlare dell’importanza dell’acqua e del rapporto con essa. A guidarlo solo la linea blu che, passando per 13 paesi, collega gli estremi dell’Europa.

SITO INTERNET FILM

Cultura e ambiente
Il nostro film: 13 mesi di navigazione e di riprese sulle strade liquide che un tempo trasportavano vita e idee lungo il continente. I volti, le culture, i paesaggi che si trasformano ansa dopo ansa. La poesia di un viaggio lento attraverso confini che diventano invisibili, al ritmo gentile dell’acqua che scorre. Una testimonianza e una valutazione delle condizioni delle vie fluviali europee.
Questo film parte dalla convinzione che cultura e ambiente non rappresentano più ambiti differenti ma appartengono un unico campo d’azione. Vogliamo “far scorrere le idee” riguardo le sfide ambientali a cui siamo chiamati a rispondere. A differenza di ciò che avviene nei reportage naturalistici, la natura di cui vogliamo parlare è una natura splendida ma accessibile, tanto sconosciuta quanto a portata di mano. River water è un avvicinamento alla natura reale, una riflessione sull’acqua e una contemplazione poetica di fronte alla sua bellezza.
La crew di River Water vi ringrazia!
Paolo Muran – Bologna,Italy 
Giacomo De Stefano – Venezia, Italy               
Nicola Pittarello – Padova, Italy 
Bruno Porto – Brasil
Fine Schaumburg – Brasil
Leon Greco – Argentina
Anna Sandrini – Italy

LONDON TO ISTANBUL

C’ero anche io nel 2010 quando Giacomo è partito da Henley on Thames, ed ero molto emozionato quando la sua Clodia toccò il Tamigi. Un pò di foto per ricordare quello che è iniziato due anni fa ed è finito quest’anno a Settembre. Complimenti a Giacomo e tutta la Crew che l’ha seguito.

Sosteniamo inoltre il progetto qui !

Elbaman e gli amici

Siamo oramai ad ottobre, 10 giorni fa insieme ad un gruppo di amici ho fatto Elbaman, diversamente dall’anno scorso quest’anno ho deciso per vari motivi di evitare la distanza Iron e di fare l’ennesimo medio. Sono tre quest’anno (Barberino, Idro e Elba). Non mi piace giustificarmi se una gara va come non avrei voluto ma le mie condizioni nella corsa erano decisamente scarse e visto che non voglio nemmeno ipotizzare quanto sarei potuto arrivare nel caso fossi andato bene, diciamo che mi accontento di essere riuscito a finire al 41° posto. Per tutto il resto, direi perfetto, ottima organizzazione, ottimo pubblico e bella la compagnia di amici che ogni anno, un pò per fare la gara e un pò come Staff organizzazione, arrivano all’Elba. Grazie a tutti !!!

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Gli amici invece, sono quelli che nell’ultima frazione di corsa incroci con la faccia sofferente quanto la tua… e nonostante tutto ci si scambia un incitamento reciproco, un alè o non mollare …

Olimpico di Sarnico 2012

Voglio iniziare questo “report” di gara con un paio di domande (un pò polemiche). Per fare un uscita di allenamento impegnativa uscireste mai in agosto alle 11:30/12:00 ? Esiste un orario peggiore per fare partire una gara di Triathlon Olimpico impegnativa come Sarnico in Agosto ?

L’Olimpico di Sarnico (1,5 km a nuoto, 40 di bici con un migliaio di mt. di dislivello e 10 km a piedi con svariate salite impegnative) è probabilmente uno dei più impegnativi della distanza.

Prima batteria, partenza ore 11:35, a seguire le altre, io, che sono in terza, parto dopo circa 15/20 minuti. Il sole è molto caldo, lo sento nella schiena protetta dalla muta, nuoto tra alghe marine e piante che, causa livelli straordinariamente bassi del lago, affiorano nel percorso. Si passa sotto il ponte di Sarnico, si esce per circa 600 metri, si effettua una diagonale per raggiungere l’altra sponda e si rientra nuovamente da dove si è usciti. Toglo la muta, prendo la bici e via per mille avventure.

Borraccia di sali temperatura 40 gradi circa ( il primo sorso quasi mi fa cadere dalla bici ), 13 km di rettilineo lungo il lago, direzione nord-est fino a Tavernola, da li, salitone di 8km circa, pendenze costanti tra l’8 e il 10%, quello a mio parere è il meno, solo che è circa l’una del pomeriggio, ho visto gente traballare stile Fantozzi alla Coppa Cobram. Fortunatamente la bici è “il mio forte” e supero brillantemente la salita, la discesa è lunga ma resto concentrato e recupero qualcosa anche li. Gli ultimi chilometri (13) per tornare a Sarnico, come se non bastasse, soffia un vento contario. Ho superato un paio di concorrenti con la faccia visibilmente demotivata, uno del Triathlon Vicenza quando mi affianco mi dice ” Ghe mancava soo el vento”.

Arrivo di nuovo a Sarnico, la borraccia di sali l’ho finita anche se sognavo ghiaccio e granite siciliane alla frutta, mi metto le scarpe da corsa e riparto per i 10 km finali. Cerco di capire subito dov’è il ristoro con l’acqua, sono al limite della disidratazione e finalmente dopo la prima salita un ricco ristoro di acqua, sali e spugne mi accoglie, mi fermo qualche secondo e mi riprendo. Cerco di tenere un ritmo decente anche se il mio tendine specialmente in salita fa male da farmi zoppicare, resto concentrato e ad ogni ristoro prendo acqua e mi bagno.

Vedo finalmente l’arrivo, dopo due ore e quarantasei minuti di gara mi tuffo nel ricchissimo ristoro dove devo ammettere non mancava nulla, frutta a volontà, bevande di ogni tipo e dolci.

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(foto di Francesca Maggi) Nello slide: alcuni amici e compagni di fatiche.

Per tornare alla polemica iniziale, una cosa mi ha sensibilizzato, le sirene delle ambulanze che andavano avanti e indietro per il percorso gara, se volevate far fare un esercitazione al 118 ci siete riusciti bene. La gara nel complesso è stata organizzata molto bene, dalla zona cambio ai ristori, dal pacco gara molto utile alla viabilità delle strade, ma non capisco davvero, perché non si poteva partire al mattino alle 8:00. Per il resto W i casoncelli di Sarnico !

Resoconto Campionati Italiani di medio 70.3-2012

Ore 6:00, come al solito qualche minuto prima della sveglia apro gli occhi, sento gocce di pioggia far rumore sulla carrozzeria del mio Westfalia, non è un buon segno. Mi preparo la colazione, mentre dal finestrino guardo i primi volontari arrivare e muoversi nel piazzale del parcheggio atleti. Siamo un centinaio di camper, furgoni, auto, tutti pronti per i Campionati Italiani di Triathlon Medio 70.3 (1,9km a nuoto, 85km in bici e 21 km a piedi).

Ore 8:00, zona cambio aperta, in silenzio, tutti in fila si entra, ognuno di noi pensa per se ora, difficilmente ci si guarda, può arrivare un saluto, un “in bocca al lupo”, ma tutti siamo concentrati. La preparazione della zona cambio è una di quelle cose che va studiata a puntino, quando si arriva dal nuoto deve essere tutto pronto per salire in bici e quando si arriva dalla bici devi avere tutto pronto per la corsa. Mi infilo la muta e alle ore 8:40, i giudici fischiano, zona cambio chiusa. Usciamo tutti, andiamo pian piano verso il lago di Bilancino, ci aspetta una temperatura dell’acqua di 16°, ognuno di noi cerca di scaldarsi il più possibile, facendo dello stretching o saltellando. Le donne, cuffia rosa, partono per prime, dopo dieci minuti partiamo noi, cuffia azzurra. L’acqua e veramente gelida, quando mi tuffo, quel primo fluido che scende dal collo giù dalla schiena è agghiacciante, credo che in quell’istante tutti 600 dentro l’acqua abbiamo fatto pipì per scaldarci.

Tromba da stadio, partiti, sono inizialmente sciolto, anche se faccio fatica a scaldarmi, non vedo assolutamente la prima boa, ma non ci sono problemi, non sono sicuramente davanti. Dimentico presto l’acqua gelida cercando di nuotare meglio che posso, so di non essere proprio un pesce ma comunque riesco a finire poco sopra la decenza la mia frazione nuoto. Arrivo all’uscita dell’acqua, la sensibilità dei piedi è al limite, infatti uscendo sbatto l’alluce su un sasso, al momento non sento chiaramente nulla, corro in zona cambio, tolgo la muta, infilo subito il casco, occhiali, numero, scarpe, prendo la bici e fuori. Sono in bici ora, la mia bici finalmente, mi guardo le cosce, sono violacee dal freddo, ma si scalderanno presto, devo fare 4 giri, ogni giro sono circa 350 metri di dislivello, praticamente si sale dolcemente da 250mt. slm del lago di Bilancino fino ad un bivio a 500mt slm, si fanno un paio di mangia e bevi con pendenze al 10 max 12 % e si ridiscende sino ai viadotti che affiancano nuovamente il lago. Il primo giro spingo tanto, la media è 34 kmh, quasi mi sorprendo infatti poi giro dopo giro cala leggermente.

La discesa è molto veloce senza tornanti o curve in cui frenare, si sfiorano gli 80 kmh e, anche lungo i viadotti, si riescono a tenere i 40. la media chiaramente scende appena si affronta nuovamente la salita. Il terzo giro ecco la pioggia, ma passa velocemente, faccio il quarto e finalmente entro in zona cambio. T2, tolgo casco, occhiali, infilo le scarpe e via ! 54 secondi in totale.

Esco dalla zona cambio con le gambe leggermente stanche, il capo lungo del quadricipite è leggermente contratto e per paura dei crampi tengo un ritmo regolare, l’alluce mi fa male ma non ci penso, faccio i primi 5 km e finalmente le gambe si riprendono. Il ritmo è buono continuo a superare atleti e al 15esimo chilometro cerco di andare in progressione, mi riesce bene, finisco il tutto in 4h36’28”, sono 89° assoluto e 17° di categoria M1. Sono felice, ma convinto che alla prossima si può fare meglio. Grazie a tutti per la lettura.

P.s. Grazie a tutti quelli che mi tifavano anche se non mi conoscevano, e grazie a Pippo che mi ha fatto le foto all’uscita della zona cambio 2.

Prossimi Appuntamenti

12 Febbraio – Maratonina Città di Lecco, 21 km attorno alla Città di Lecco, si preannuncia bella e veloce dal percorso. Nonostante non l’abbia preparata a puntino, questa gara mi affascina molto, sarà perché si gioca in casa, sarà perché ci si incontra proprio tutti, tutti intesi quelli che trovi nella nostre piste ciclabili a correre con ogni condizione meteo. Poi direi che come gare di corsa avrò finito (a parte qualche extra), il primo Duathlon sarà a Sirone (LC) il 26 febbraio, è uno Sprint ma servirà ad iniettare un po’ di sana adrenalina da Triathlon ! Contando poi che l’anno scorso arrivai ottavo assoluto, quest’anno si deve per forza fare meglio. PRONTI VIA !!!

percorso Maratonina Città di Lecco

Buoni Propositi !

Bando alle ciance ! Dicono in Toscana…

Dopo un 2011 di esordio eccoci giunti alla stagione di gare 2012. Ho analizzato con attenzione il calendario gare FITRI ed ho messo giù un elenco delle gare che mi piacerebbe fare quest’anno. Alcune gare sono molto/troppo vicine, per questo dovrò scegliere quando si avvicinerà il momento.

La novità di quest’anno è che ho un preparatore per la corsa d’eccellenza, Ivano Paragoni, un amico, allenatore e forte corridore in montagna, giunto 6° nella propria categoria Master agli ultimi Campionati del Mondo di corsa in Montagna (scusate se è poco). Per il nuoto c’è invece la mia oramai compagna fedele di vasca e di lago Elena Sala, forte nuotatrice e free-climber che mi stacca sempre. Per la bici, mi affido a me stesso, anche se spero di ritrovare i miei compagni di uscite estive ex dilettanti, Marco e Giordano, nel frattempo macino chilometri da solo sfruttando le poche ore di tiepido sole. Ecco tutto ! Speriamo che me la cavo e di non fare un giro in più allo Sprint di Lecco…

GARE e TRIATHLON IN PROGRAMMA

ANNO 2012

12 febbraio Lecco

Maratonina di Lecco

26 febbraio Sirone LC

1° prova Circuito Nazionale Duathlon

Duathlon Sprint

11 marzo Lecco

Randolario 200km Bike

15 aprile San Remo IM

Triathlon Sprint

Gara di Rank

22 aprile Chiarone Capalbio GR

Triathlon Sprint

Gara Rank

1 maggio Barberino del Mugello FI

Triathlon Medio

Campionato Italiano

27 maggio Pietra Ligure SV

Triathlon Olimpico

Gara di Rank

3 Giugno Cremona CR

Triathlon Sprint

ITU

16 Giugno Bardolino VR

Triathlon Olimpico

Gara Internazionale

24 Giugno Lago d’Idro BG

Triathlon Medio

Gara Internazionale

30 Giugno Sirmione BS

Triathlon Olimpico

Gara Internazionale Rank

1 Luglio Fiastra MC

Triathlon Olimpico

Gara di Rank

14 Luglio Revine Lago Tarzo TV

Triathlon Olimpico

ITU e Rank

22 Luglio Lecco

Triathlon Sprint

Gara di Rank

26 Agosto Sarnico BG

Triathlon Olimpico

Gara di Rank

30 Settembre Isola d’Elba

Elbaman

Distanza IronMan

Gara Internazionale

21 Ottobre Lecco

Duathlon Lungo

Gara Rank

HO RACCOLTO ANCHE UN PO’ DI FOTO DELLA STAGIONE GARE 2011

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GRAZIE E AI PROSSIMI AGGIORNAMENTI

Giro del Monte Barro

Il giro del Monte Barro è uno di quegli allenamenti che inserisco come potenziamento durante l’inverno. E’ un circuito di circa 13 chilometri (partendo da Lecco/zona Ponte Vecchio), dislivello (misurato con GPS) di circa 600 metri. Lascio una traccia Garmin da seguire con i vostri GPS e allego un po’ di foto del percorso. Buon Giro !!!

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Consigli !

– Portatevi un cellulare (se avete bisogno di aiuto non passa molta gente);

– Non vestitevi di nero e marrone (se vi dovessero cercare non aiuta essere vestiti come rambo);

– Se partite di pomeriggio portatevi una lampada di emergenza;

Fatemi sapere !

ELBAMAN 2011

Apro gli occhi, guardo l’ora, sono le 4 e 25 minuti del 25 settembre 2011. Non fa in tempo a suonare la sveglia puntata alle 4 e 30, cancello la sveglia e mi alzo. Sono all’hotel Barracuda, Isola d’Elba, tra circa 2 ore e mezza parteciperò alla distanza IronMan dell’Elbaman. Mi vesto, scendo nella sala delle colazioni, sono solo e comincio a mangiare, senza fame, come un lupo che divora il cibo quando lo trova. Mangio 100 grammi di riso bianco, 4 mini panini con miele e marmellata e qualche bicchiere d’acqua. Risalgo in camera, Francesca è sveglia, mi lascia tranquillo e scende a far colazione. Raccolgo le cose necessarie alla gara e mi dirigo alla zona cambio. Sono le ore 6. Mi accorgo di aver dimenticato una luce frontale per vedere a quanto sto gonfiando i pneumatici della bici, Massimo anche lui del Triathlon Lecco mi presta la sua. Controllo tutti i gel e le barrette attaccate al telaio, e comincio ad infilarmi la muta visto che non è poi così caldo, deposito la mia borsa per il post gara e vado pian piano verso la spiaggia di Marina di Campo.

MI accorgo di essere tra i primi, è sempre così per queste situazioni. Ci sono tanti amici a vedermi, mi sorridono, mi chiamano, mi battono il cinque, sono emozionato, ho il cuore, solitamente lento, attorno ai 100 battiti. Incontro nuovamente Massimo, lui ha decine di IronMan alle spalle e mi dice: Stai tranquillo, entriamo a sentire l’acqua. Poco dopo tutti andiamo alla spunta dove il microchip alla caviglia registra il passaggio. Ci ritroviamo tutti all’interno di un box, si ride e si scherza tra noi, il cielo e lievemente annuvolato ed il sole non è ancora sorto. Ore 7, un colpo di pistola ci spedisce in acqua, l’acqua è bassa per almeno un centinaio di metri ma appena posso comincia a nuotare.

Si nuota vicini e ognuno di noi cerca la traiettoria, so di non essere un fulmine e cerco di fare il possibile nuotando meglio che posso senza sprecare troppe energie. Il fondale scorre sotto di me, per lo più sabbioso e al giro più lontano di boa calcolo che saranno almeno 25 metri di profondità. Passa un giro, esco dall’acqua e rientro per il secondo. Quando nuoto cerco di non pensare troppo per non distrarmi, solo pochi attimi di coscienza che si rinnovano ogni qualvolta esco con la testa per guardare dove vado. Esco finalmente dall’acqua, luci e colori mi attendono, sento le urla dei miei amici che tifano, ma non riesco a vederli, sento Elena che mi dice: Non togliere qui la muta che non si può ! poi vado sotto le docce e corro verso la zona cambio.

Prendo la borsa gialla del T1 (transizione 1), tolgo la muta, infilo il body, le calze, le scarpe, gli occhiali da sole e corro verso la bici. Infilo il casco, il pettorale e parto. Esco dalla zona cambio, trovo il mio amico Paolo e gli dico, arriva il bello. Francesca mi urla: Dai Michi !!!

Tre giri, 180 chilometri, non ci penso e vado, il primo giro vola, 2 ore poco più, 60 chilometri a 30 di media, con le salite dell’Elba, recupero un bel po’ di concorrenti, specialmente in salita. Passo dentro il paese, ritrovo gli amici che mi tifano, penso: “ancora un giro forte poi recupero”. Così faccio, tengo i 30 di media circa anche il secondo giro, ho fatto 120 chilometri e me ne mancano 60. Ora devo recuperare, non so se è la tattica giusta ma mi prendo il terzo giro per averne poi per fare la maratona.

Non che sia andato piano ma la media scende a 29 ed è quanto mi basta per arrivare abbastanza riposato al T3. Scendo al volo dalla bici, vado a cambiarmi e parto subito correndo, controllo il Garmin, segna 185 chilometri, faccio due conti, mi mancano 42 chilometri circa ! Forza. Sto bene le gambe non hanno risentito molto, tengo un buon ritmo e non mi rendo conto che sto andando troppo forte ( a 20 chilometri dal traguardo me ne accorgo ), troppo tardi. Rallento vistosamente, guardo il Garmin, ho un ritmo da defaticamento, ma ho quasi finito, ad ogni passaggio i miei amici urlano come pazzi, io continuo a correre ma appena trovo un ristoro cammino, bevo, mangio quello che trovo e riparto. Al 25° chilometro devo fermarmi assolutamente al bagno, perdo 5 o 10 minuti ma non potevo fare altro, esco e ricomincio a correre.

Mancano pochi chilometri  ora, non ricordo molto a cosa pensavo, la testa in quel momento è fondamentale, le gambe non si alzano molto da terra ma tu corri, fai quel minimo balzo che ti diversifica dal camminare alla corsa. Ora manca davvero poco e alla deviazione dell’arrivo stavolta metto la freccia, tutti mi applaudono e quando vedo il traguardo mi emoziono.

Francesca mi abbraccia e piange, sto a malapena in piedi, il mio amico Paolo all’uscita dell’arrivo s’ inginocchia davanti a me e io l’abbraccio, mi guardo in giro saluto tutti ringrazio. Ora posso sedermi con una mantellina d’alluminio sulle spalle. Guardo l’ora sono le 7 di sera, sono 36° e c’ho messo 11 ore 59 minuti e 15 secondi. Grazie davvero a tutti !

Pics by Francesca Maggi