L’Emozione di una Maratona

Ciao Mel

Ciao Miki

Senti, Domenica allora fai la Maratona a Milano ?

Si

Se ti va puoi venire da me a dormire, così poi si va li alla partenza assieme.

Ma dai ! allora la fai anche tu ?

Si, mi è arrivata la conferma di TDS per l’iscrizione e visto che sono due anni che la posticipo, ho deciso di farla anche se non sono allenatissimo.

Vabbè tu con tutte le Maratone che hai alle spalle sarà un gioco, poi bello in partenza con un Maratoneta serio !

Eh si, ma solo in partenza, perchè tu poi vai .

L’importante è esserci Mel, comunque accetto volentieri l’invito per la notte pre-maratona.

Il mio amico Mel mi ospita nella sua casa a Milano, così la sveglia sarà più clemente. Sabato parto da casa in bici, salgo sul treno per Milano e in Stazione Centrale trovo Mel con la sua Fixed (Bicicletta a rapporto fisso senza ruota libera). Ci salutiamo e subito andiamo al Marathon Village per ritirare il pettorale. Un paio d’ore per visitare stand, curiosare, comprarmi un paio di calze nuove per l’indomani e naturalmente ritirare i pettorali con il chip. Tutti e due pettorale giallo da prima griglia !

La sera mangiamo un abbondante piatto di pasta con pomodorini, verdura cotta, bresaola e un pezzo di formaggio, una passeggiata per digerire e come veri atleti alle 22.30 /23 a letto. La sveglia è alle 6:00, colazione con The, pane integrale, gallette di farro, marmellata e caffè prima di uscire. Dalla zona di San-Siro, dova abita Mel si deve prendere un bus e poi una Metro, mezz’oretta e siamo a Roh-Fiera dove avverrà la partenza. All’uscita della Metro una pioggia leggera con 6/7° ci accoglie. Cerco sempre di non lamentarmi troppo del tempo, forse perché non vorrei si incazzasse e facesse peggio, quindi chiudo bene il guscio antipioggia, calco il berretto e metto le mani isoto le ascelle per tenerle calde e cammino.

Un interminabile rettilineo fortunatamente coperto ci porta verso i depositi borse e le griglie di partenza, ci accorgiamo che smette di piovere, giusto in tempo per il riscaldamento (vedi che ho fatto bene a non lamentarmi del tempo). Siamo nel parchegio della Fiera e assieme a noi ci sono gli Etiopi e i Keniani che si scaldano, Mel mi dice : beh almeno qui li possiamo vedere correre, perchè dopo sarà dura.

La partenza è alle 9:20 e la perfetta organizzazione ci consente di spogliarci gli ultimi 15 minuti, per andare alle griglie di partenza. Comincio a sentire il momento, anche se sono sereno, ho fatto tutto, ho preso tutto, gel di carboidrati dietro la schiena, il mio cappellino bianco e allacciato bene le scarpe. Entro finalmente in griglia, sono davanti a 5000 persone che per la maggior parte sono già li pronte per partire. Mel mi da la mano, ci facciamo in bocca al lupo a vicenda, inno nazionale ascoltato in silenzio e finalmente un colpo di cannone (almeno così sembra) da il via.

Da quel momento sono solo, solo con le mie emozioni, solo con il mio cuore che batte a 160/165 battiti per minuto, i chilometri passano 1-2-3-4-5-6……. . Ho con me un Garmin GPS che per scelta ho impostato solo per vedere media totale e tempo. Al 10° chilometro il tempo è qualche secondo sotto i 40 minuti, perfetto direi, le gambe stanno bene, mangio il primo gel di carboidrati, bevo un sorso d’acqua al ristoro e dentro di me dico: sono a 1/4 poco meno. I chilometri scorrono, cerco di stare più coperto possibile dal vento che negli spazi aperti un da pò di fastidio, transitiamo al passaggio del primo cambio delle staffette è li trovo molta gente che ci incita, devo stare concentrato non sono nemmeno a metà, il tifo della gente ti fa alzare il ritmo senza accorgertene e poi il conto arriva. A mio parere la maratona è una corsa delicatissima, si corre come su una trave di equilibrio da Ginnastica artistica, devi stare attento altrimenti cadi.

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Arrivo al passaggio alla mezza, indicatore molto importante, 1h23’40”, sono un orologio svizzero ! Quello che volevo ! Sto bene, supero un gruppetto di 4 atleti che molto lentamente avevo raggiunto, con loro c’è una donna con la bandiera della grecia, si attaccano tutti al mio passo, ma una specie di cavalcavia con una discesa subito dopo, me li fa staccare di una decina di metri. Arrivo al 25° km e l’atleta Greca, stavolta sola, mi arriva dietro di nuovo, mi supera e io mi incollo a lei come un francobollo. Non ho nessuna intenzione di mollare quel ritmo, è perfetto, ha pure le scarpe come le mie e corre costante, qualche chilometro lo faccio davanti anche io ma per la maggior parte del tempo è lei a dettare il ritmo. Non ho persone che conosco lungo il percorso, così almeno credo, ad un tratto sento una voce che incita il mio nome alla mia sinistra vedo un amico, Bruno è di Milano ed era li ad aspettarmi, mi ha fatto molto piacere sentirmi dire anche solo dai Miki sei forte.

In poco tempo, almeno così sembra, arriva il 35° km, mi vengono in mente tutte le cose che si dicono sulla maratona, la crisi del 30° km e un sacco di altre stronzate, io sto bene e una cosa tengo bene in testa, quello che mi ha detto il mio allenatore/amico Ivano, la gara inizia al 35°km, è li che si vede se hai fatto tutte le cose per bene.

Ecco che come la nuvoletta di Fantozzi, nonostante stessi bene, sento arrivare inesorabilmente una leggera contrattura al bicipite femorale. Cerco di correre in maniera diversa, tengo ugualmente il ritmo anche se la Greca la lacio andare qualche metro per non esagerare, il ritmo rimane lo stesso ma al 38° km un crampo dietro la coscia destra mi ferma di botto, cerco un marciapede per strecciare la gamba, si avvicina anche un signore a darmi una mano e qualche minuto dopo (esattamente 2 minuti e 42 secondi) riparto cercando una corsa meno dispendiosa ma comunque abbastanza veloce. In quegl’utltimi 4 km poco più mi passano davanti tutti gli ultimi 6 mesi di allenamenti fatti, le persone che mi hanno aiutato, il mio cane, Francesca in Afghanistan, la mia famiglia, il Triathlon, Ivano il mio allenatore e non so cos’altro. Al 40° km supero uno che probabilmente sta peggio di me e lo incito a finire, quando finalmente vedo l’arrivo ho le lacrime agli occhi e il cronometro segna qualche secondo in meno le 2:50. Tempo ufficiale 2 ore 49 minuti 46 secondi. Il mio amico Mel arriva (senza allenamento) con 3h11, lo aspetto alla zona consegna borse e ci abbracciamo.

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La maratona è davvero una corsa emozionante.

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