Ci siamo, 750 nuoto, 20 bici, 5 corsa, domenica 24 luglio a Lecco si svolgerà la 10° edizione di questa spettacolare Triathlon Sprint. E’ la gara che mi ha dato l’input per iniziare ad allenarmi per questa disciplina. Esattamente un’anno ero lì a guardarla, con il mio amico MEL (triathleta DOC) che mi spiegava tutti i segreti della competizione, dentro di me si è risvegliato qualcosa che mi ha portato dopo un anno di allenamento, e già con qualche gara alla spalle, ad iscrivermi. Siate numerosi perché da spettatori è veramente emozionante (almeno per me lo è stato). Non so ancora a che ora partirò ma la prima batteria partirà alle ore 09:30, a seguire le altre sino alle ore 14:45 che sarà l’ultima, aggiornerò domani sera la mia partenza, dopo la consegna di “chip, pettorale e cuffia”.
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Il Terribile Triathlon, Alive to Hell, il 70.3 più duro d’Italia. Sinceramente quando sono arrivato ad Idro il 25 giugno attorno alle 15:00, qualche malattia psicosomatica mi stava per venire, visto che era il mio primo Triathlon.
Non che sia andato ad Idro senza allenamento, ma chiaramente tutta questa tensione e le ultime parole del Briefing della sera: “ Non abbiamo voluto mettere un cancello di tempo massimo perché l’importante è che arriviate in zona cambio” , non mi facevano stare di certo tranquillo.
La partenza è alle 07:30 e la sveglia suona alle 5:00, è il 26 giugno 2011, la colazione è assai ricca, un pasto di carboidrati altre amenità. Alle 06:15 vado verso la zona cambio, gonfio le ruote della bici a 10 atmosfere, la metto al posto numero 76, preparo tutte le cose alla sinistra della mia bici e quando vedo che qualcuno inizia a mettere la muta comincio anche io.
Sono molto teso, non posso negarlo, ma pare che anche gli altri lo siano. Alle 07:20 cominciamo tutti ad andare verso la partenza di fronte al lago, si fa la cosidetta spunta e i beep del chip alle caviglie mi portano l’adrenalina ai massimi livelli.
Siamo circa 150 e ad un certo punto lo speaker annuncia il pronti, ci avviciniamo all’acqua e dopo poco una tromba da stadio da il via. Mi getto nell’acqua gelata, ed ecco che tutto cambia, non sò cosa sia stato, se l’acqua, l’adrenalina, la tensione, la paura o semplicemente il fatto che io sia umano, ma per circa 5 o forse 10 minuti il panico mi assale, respiro affannosamente, non riesco assolutamente a nuotare, i battiti sono da cardiopalma e in testa mi vengono i pensieri più assurdi. Cerco di rilassarmi anche se in quel modo mi stanno superando tutti. Dopo 300 metri circa riesco a concentrarmi, sono parecchio indietro ma tengo il mio ritmo e completo i miei 1.9 km, uscendo dal’acqua 80°.

Ho perso veramente tanto, ma ora devo pensare alla seconda frazione, la bici. Tolgo la muta, sto bene, metto il casco, le calze, le scarpe, il numero, la maglia da bici con la barrette e i gel dietro, prendo la bici e alla riga rossa a terra fuori dalla zona cambio, salto sulla bici e il giudice mi dice: vaiiiii !
Esco dal paese e come si dice in gergo, “ ne ho veramente tanta “. I primi 10 km sono di salita e subito supero una quindicina di atleti. In quel momento per farmela passare (l’incazzatura del nuoto), decido di contare tutti quelli che supero, poi mi dimentico.
Arrivo al primo scollinamento, sto bene e in discesa mollo tutto, continuo a superare atleti, ne ho davvero tanta e a Gargnano sul lago di Garda un giudice mi vede arrivare così forte dalla discesa che al giro di boa molto stretto mi urla: pianoooooo !!!
Riparto in salita e continuo a superare atleti, qualcuno mi dice “va pian!” io li saluto; sono al 40° km e sto bene, la salita è tanta ma ho il mio passo, mi scappa la pipì e per non perdere tempo cerco di farmela addosso, non ci riesco e mi fermo un minuto.
Sono partito da Idro, 400 mt. circa, salito a 950 mt, sceso a 90 mt. sul Garda, salito di nuovo a 980 mt., sceso a 600 mt., risalito a 990 e ridisceso a Idro. Arrivo in zona cambio 26°, la mia sister e Francesca mi urlano: “Vaiiiiii hai recuperato un casino !!!”. Dentro di me dico, per fortuna cazzo, ho tirato come una bestia.

Cambio le scarpe, tolgo il casco, metto il cappellino, metto tra i denti un gel di carboidrati e via per 21 km. Le gambe girano abbastanza bene, non sono stanchissimo e faccio i primi chilometri abbastanza lanciato. Dopo 12 km mi viene mal di fegato, sono costretto a rallentare mi fermo alcuni secondi in un ristoro, bevo bene e mi doccio con due o tre spugne e riparto. Guardo il tempo, mi rilassso un pò e finalmente arriva la fine, mi piego guardo a terra e mi dicono che sono 22°.

Dentro di me passano mille pensieri, la fatica è veramente appagante, sono felice ed emozionato, tutta la preparazione, le tensioni pregara, l’adrenalina sono un contorno incredibile. Vorrei ringraziare il mio amico compagno di allenamenti pluri-triathleta Mel, Elena che nuota con me e ci si fa un sacco di risate, Giuly che mi massaggia una volta la settimana e mi dice che i segni del sole sono brutti e infine Francesca che mi ama e mi segue ovunque.

FOTOGRAFIE DI FRANCESCA MAGGI
Allenamenti e numeri dal 6 giugno al 19 giugno.
RUNNING 75 KM
BIKE 574 KM con 10.000 mt DSL
SWIMMING 14 KM
CALORIE TOTALI CONSUMATE 18.000 C
Ora una settimana di scarico me la merito …
Valmadrera, Lecco. 8 maggio 2011.
Ok il primo Duathlon veramente lungo della mia vita, esperienza bellissima, fatica estrema, stamattina scendevo le scale con Smila che mi guardava in modo strano, forse con compassione e pena.

Partenza ore 10:00, prima frazione run 10km, parto bene ma chiaramente i primi li lascio andare al loro ritmo 3’05”/ km circa. Io faccio i primi km a buon ritmo, guardo raramente il garmin che ogni chilometro mi fa bip, resto con due della mia squadra, so che son più forti di me. La prima frazione run la finiamo in 36’06”, troppo forte cazzarola (anche se poi scopro che era 500 metri in meno, ma era troppo forte lo stesso).

Si parte in bici, mangio qualcosa subito, un gel di carboidrati, bevo, e poco dopo una barretta energetica, mi sfilano un pò di ciclisti in posizione chrono, fino a Bellagio tengo duro, poi cominciano i saliscendi verso Nesso, mangio bevo e prendo borracce nei rifornimenti. Inizia la salita, parto tranquillo, trovo subito dopo nemmeno un km la prima donna, svedese, che si ritira ai primi chilometri della salita per una rottura al cambio.
I chilometri continuano a passare, il rapporto è agile ma sto tranquillo, in salito supero 3 o 4 avversari, quando li supero ci salutiamo sportivamente. Sono in vetta, la colma di Sormano è 1100 mt, sono solo ed uno speaker pronuncia il mio nome alla francese.
Metto un antivento e parto per la discesa velocissima, dopo pochi chilometri sulla destra vedo un movimento strano, ed improvvisamente salta fuori un capriolo, freno e lo evito. Non penso a nulla rimango concentrato nella discesa, cerco di risparmiare fatica il più possibile, anche se le gambe sono veramente stanche, durante la salita sentivo che stavano per arrivare dei crampi. Passo Canzo, Valbrona e di nuovo giù fino ad Onno, fortunatamente conosco bene le discese della mia zona e non sbaglio nulla, fino a Onno.
Mancano circa 10 km a Parè e poi dovrò fare l’ultima frazione Run da 10 km, solo al pensiero mi viene il vomito, ma quando scendo al volo dalla bici sento le urla di qulli che sono venuti a vedermi e dimentico tutto, mi cambio veloce e parto con i crampi in agguato per fare questi ultimi 10 km run.

E’ dura, durissima, i primi chilomteri sento le gambe, anzi non le sento, sento solo dolore, ma dopo un pò riesco a sciogliermi e tenere un ritmo decente, incontro gente sul percorso ferma per crampi e li incito a continuare, una pacca sulla spalla e via.
Finisco in 4 ore 14 minuti e 28 secondi, 32esimo.

Grazie a tutti, è bello sentire la gente che ti dice NON MOLLARE !
PICS by Francesca Maggi.

Oggi ho testato le mie nuove prolunghe da crhono. DEDA Clip ONE
Pagate poco più di 80 euro, regolabili in estensione ed elevazione, si adattano praticamente a tutte le pieghe manubrio (spessori in dotazione), basta che siano tonde NON ovali.
Lunghezza massima: 370 mm.
Peso: 407 grammi (set completo).
Finitura: nero opaco.

Poche righe per descrivere sensazioni e consigli.
Quando le montate fate attenzione se la vostra curva è in carbonio, sarebbe meglio usare una chiave dinamometrica per chiudere le brugole. Le piastre per fissare gli areobar sono in alluminio e potrebbero strisciare il manubrio, sotto mettete del tape isolante.
Sono effettivamente regolabili in tutto e per tutto, il primo giorno che le usate fate come me, portatevi la chiave per fare eventuali modifiche per strada, io le ho fatte dopo 5 km.
Ulteriori consigli potrebbero essere quelli di fare in modo di essere più comodi possibile, all’inizio non è facile manovrare la bici ma poi ci si fa l’abitudine, attenzione perché si tende a tenere giù la testa e sulla strada trafficata è meglio stare sempre in agguato.
Credo infine che la sella sia molto importante, così bassi sul manubrio si tende a stare sulla punta, sarebbe il caso di abbassare un po il naso sella per far si che la posizione venga più naturale (la mia ISM è già così).
Io le ho acquistate da TRISPORT a Gallarate, si può acquistare anche on-line, comunque io le consiglio a tutti quelli che non si possono comprare un’altra bici da crhono perchè quella che hanno è già tanto.
Unica cosa negativa, in salita le appendici vi precludono la posizione mani orizzontali, dovrete tenerle sulle corna dei freni o in presa bassa alla Pantani !
Gooooooo !
“La via del Vento”
Viaggio in bicicletta nel nord della Francia con Francesca.
Esposizione foto presso il Caffè Bohémien di Lecco, Via A.Visconti 55.




Guardati lo Slide di alcune foto!
Dal 17 Gennaio al 17 Marzo, al Caffè Bohemien il Varco di Lecco in Via Visconti esporrò delle fotografie.
Per il primo mese 18 foto tra Perù, Bolivia, Chile e Argentina, il mese successivo 18 foto della Francia del Nord percorsa in bicicletta con Francesca.
Pensavo di fare un incontro tipo ci si trova tutti a bere e chiaccherare, ma devo ancora decidere la data.
Vi farò sapere.








Ferrara in una giornata di dicembre, tra nebbie,vicoli e biciclette attaccate ovunque e ad ogni angolo.





















