Sono svariati mesi oramai che uso Newton come scarpa da Running, la prima è stata Gravitas, poi subito ne ho comprata una uguale, e per l’inverno avevo deciso di acquistare la Terra Momentum. Fatti 80 km notai che sull’interno si era scucita, era chiaramente un difetto di fabbricazione, così mandai una foto (la stessa che vedete nel post) a Paolo di Verde Pisello. Era Dicembre e mancavano pochi giorni a Natale, Paolo mi disse che avrebbe provveduto subito ad inviare la mail con la foto alla mitica “Wendy di Newton”. Passarono chiaramente le feste e a circa metà gennaio mi disse che Newton con il prossimo ordine mi avrebbe spedito la scarpa nuova in cambio. Oggi sono stato a Milano a ritirare la mia nuova Terra Momentum e anche se non me l’aveva nemmeno chiesta, per correttezza ho lasciato in negozio la mia scarpa vecchia.
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Complimenti a Newton e a Paolo di Verde Pisello per la correttezza e la serietà.
p.s. Verde Pisello ha parecchie cose in saldo della Under Armour !
Il giro del Monte Barro è uno di quegli allenamenti che inserisco come potenziamento durante l’inverno. E’ un circuito di circa 13 chilometri (partendo da Lecco/zona Ponte Vecchio), dislivello (misurato con GPS) di circa 600 metri. Lascio una traccia Garmin da seguire con i vostri GPS e allego un po’ di foto del percorso. Buon Giro !!!
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Consigli !
- Portatevi un cellulare (se avete bisogno di aiuto non passa molta gente);
- Non vestitevi di nero e marrone (se vi dovessero cercare non aiuta essere vestiti come rambo);
- Se partite di pomeriggio portatevi una lampada di emergenza;
Poche parole e alcune fotografie per recensire 600 chilometri con Newton Gravitas. Come si può notare la suola anteriore è quasi completamente rasa, quindi si effettivamente Newton ci fa usare molto di più l’avampiede ? Credo di si, ma credo anche che sia inevitabile che si consumino in questo modo per come sono strutturate.
Da quando ho ricominciato a correre seriamente, circa un’anno, ho faticato non poco per trovare una scarpa adatta a me e al mio piede. Dopo tendiniti, vesciche, fasciti e altri dolori dovuti dalle moltitudini di cause inimmaginabili, un giorno, navigando nei meandri del web, mi imbatto in questo marchio, Newton. Ora, chiamarsi Newton potrebbe sembrare un po’ troppo ambizioso, ma questa scarpa finora (circa 100 km) non mi ha per nulla deluso.
Personalmente e con più obiettività possibile vorrei elencare alcuni aspetti singolarmente;
Confort: Provata su molti terreni, fanghiglia, ghiaia, terra battuta, asfalto, pavé, cementi vari ect., comodità al top, le dita non fanno mai male, anche dopo un lungo di 32 km, io ci metto circa 2he20”, e vi assicuro che per lo più delle volte tornavo con i piedi distrutti, la Gravitas è da 5/5.
Le Gravitas dopo 32 km.
Leggerezza: Non so voi, ma per me è importante, peso poco e sentirmi una scarpa pesante sotto i piedi dopo parecchi chilometri mi limita, la Gravitas pesa 260/280 gr. secondo le misure, praticamente una A3 con un peso da A2, anche qui è da 5/5.
Ammortizzamento: Appena provate la Gravitas, la sensazione è quella di aver sbagliato a scegliere le scarpe e di aver preso un paio di scarpe da bici con il rialzo sotto l’avampiede. Non è così facile per uno che corre da anni abituarsi a quel rialzo, poi correndo la sensazione è piacevole e sembra redditizia. Anche su ripetute veloci è molto reattiva, la sensazione di recupero della falcata e netto. Newton sostiene che le loro scarpe ci facciano correre più di avampiede e meno di tallone, io dico, non esageriamo. 4/5.
Prezzo: 174 euro sono troppi, specialmente quando in Italia ci sono solo 4 rivenditori che hanno il prezzo bloccato dalla Newton. 2/5
Conclusione, credo di aver finalmente trovato la scarpa per i miei allenamenti, sia lunghi che veloci. Per il prezzo…? Guardate il video di Newton Running, vi spiega cosa intendono per Social Responsibility.
Allego anche una video rec delle Gravitas di Ginger Runner
Oggi ho fatto la mia prima uscita in acque libere. Mi sono affidato al grande esperto e amico Alessandro detto il MEL, siamo andati al Lago del Segrino, ci siamo infilati la muta e via, c’era anche Elena che anche lei come me aveva il battesimo dell’acqua libera. La sensazione è veramente incredibile, la muta ti sorregge che è un piacere, l’acqua non penetra e non si ha nessuna sensazione di freddo, c’è da dire che oggi era una giornata particolarmente soleggiata ma come prima sensazione direi OTTIMO !
La muta una AQUAMAN TRI-BLITZ, acquistata da TRISPORT non da nesun tipo di problema nei movimenti, anche se non sono un grande esperto non ho fatto alcuna fatica a metterla, a nuotare e a toglierla è stato un lampo. SUPER consigliata a tutti i neofiti del nuoto in acque libere, per i PRO li dipende da quanto volete spendere!
Oggi ho testato le mie nuove prolunghe da crhono. DEDA Clip ONE
Pagate poco più di 80 euro, regolabili in estensione ed elevazione, si adattano praticamente a tutte le pieghe manubrio (spessori in dotazione), basta che siano tonde NON ovali.
Quando le montate fate attenzione se la vostra curva è in carbonio, sarebbe meglio usare una chiave dinamometrica per chiudere le brugole. Le piastre per fissare gli areobar sono in alluminio e potrebbero strisciare il manubrio, sotto mettete del tape isolante.
Sono effettivamente regolabili in tutto e per tutto, il primo giorno che le usate fate come me, portatevi la chiave per fare eventuali modifiche per strada, io le ho fatte dopo 5 km.
Ulteriori consigli potrebbero essere quelli di fare in modo di essere più comodi possibile, all’inizio non è facile manovrare la bici ma poi ci si fa l’abitudine, attenzione perché si tende a tenere giù la testa e sulla strada trafficata è meglio stare sempre in agguato.
Credo infine che la sella sia molto importante, così bassi sul manubrio si tende a stare sulla punta, sarebbe il caso di abbassare un po il naso sella per far si che la posizione venga più naturale (la mia ISM è già così).
Io le ho acquistate da TRISPORT a Gallarate, si può acquistare anche on-line, comunque io le consiglio a tutti quelli che non si possono comprare un’altra bici da crhono perchè quella che hanno è già tanto.
Unica cosa negativa, in salita le appendici vi precludono la posizione mani orizzontali, dovrete tenerle sulle corna dei freni o in presa bassa alla Pantani !
Visto che prevedo di starci molte ore sopra la mia bici ho deciso di cercare una sella adeguata.
Circa due settimane fa ho cominciato a cercare nella rete e dopo ore di navigazione trovo questo sito. La sella esteticamente non sembrava bellissima ma come costruzione mi sembrava geniale, cerco rivenditori… fatico ma alla fine eccolo ! voglio andare a vedere questa sella, RUN AND BIKE di Como ce l’ha.
Due giorni dopo sono li, Fermo di RUN AND BIKE mi accoglie nel suo negozio molto fornito, chiedo subito di farmi vedere le selle, ha qualche modello e me le mostra, senza nemmeno conoscermi mi dice: se vuoi provarla io ne una usata che è poi la mia vecchia sella, una ISM Adamo Racing. Beh meglio di così non poteva andare, mi chiede i dati (mi sembra il minimo) e mi consegna la sella. Torno a casa la monto al volo e il giorno dopo con un pò di sole esco. (ISTRUZIONI PER IL MONTAGGIO)
Inizialmente ci si sente sbilanciati un pò in avanti, la sensazione è di avere un carico maggiore sulle braccia, ma è questione di poco e ci si abitua subito. La sensazione del “naso sella” sotto i gioielli di famiglia non c’è più, manca totalmente quella parte e la sella è fatta in modo tale da sostenerci in modo più naturale. Proprio oggi l’ho acquistata da Fermo di RUN AND BIKE, sono andato a Como in bici e mi hanno montato una splendida ISM Adamo Podium. Tornando faccio 100 km e mi accorgo che la zona cervicale, che solitamente mi fa male dopo un paio d’ore, sta bene, la sella inoltre mi permette di stare più piegato con la mia schiena un pò rigida. Non poteva andare meglio.